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2 settembre 2026 - Aggiornato alle 23:33

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Gran Galà del pallone: l’Inter fa incetta di premi nel tempio dell’opera

Dai trionfi di Dimarco e Lautaro Martínez alla difesa d’acciaio della Top 11: i campioni d’Italia sono i padroni assoluti della serata milanese

Gran Galà del pallone: l’Inter fa incetta di premi nel tempio dell’opera

02 Settembre 2026, 23:33

23:40

Il calcio italiano ha reso omaggio ai suoi protagonisti nel tempio della cultura milanese. Il Teatro alla Scala ha ospitato il Gran Galà del Pallone, vetrina dei trionfi della stagione di Serie A 2025-2026.

Protagonista assoluta l’Inter, campione d’Italia e detentrice della Coppa Italia, capace di fare incetta di riconoscimenti in una notte a nette tinte nerazzurre. Accanto al dominio interista, spazio alla straordinaria parabola del Como, capace di ritagliarsi un ruolo di primissimo piano.

Il momento culminante per il club di viale della Liberazione è stato la consacrazione di Federico Dimarco, eletto miglior giocatore assoluto della Serie A 2025-2026. Visibilmente emozionato, l’esterno ha dichiarato: «Ricevere questo premio qui è davvero speciale. Ogni anno si cerca di aggiungere qualcosa, lo scorso anno ho fatto record di assist e quest’anno metterò in condizione i miei compagni di fare più gol possibili. Ci tengo a dire che il mio percorso è stato pieno di alti e bassi, la mia forza è stata uscire dalle delusioni che sono state tante. Sognavo l’Inter e per me è speciale ogni anno, un onore».

L’Inter è stata inoltre premiata come miglior società dell’anno. A ritirare il riconoscimento l’amministratore delegato Beppe Marotta, che ha fissato con chiarezza gli obiettivi: «Sono orgoglioso di rappresentare una società blasonata. La Champions è un sogno, ogni tanto si realizzano e speriamo sia l’annata giusta. Noi abbiamo l’obbligo di impegnarci e il diritto di sognare».

A completare il quadro, le parole del capitano Lautaro Martínez, inserito nel tridente ideale, che ha rimarcato «la forza del gruppo» come presupposto imprescindibile per ogni traguardo.

Se i premi assoluti hanno parlato nerazzurro, il Como ha conquistato la platea della Scala mostrando la solidità di un progetto tecnico e societario sorprendente. Il riconoscimento come miglior allenatore è andato a Cesc Fàbregas, artefice dell’impresa lariana, che ha raccontato con orgoglio un’ascesa lampo: «Sono molto onorato. Se al Cittadella tre anni fa quando ho deciso di lasciare il calcio giocato, mi avessero detto che mi sarei trovato qui ora, non ci avrei creduto. Col Como abbiamo fatto tanto ma è importante come lo abbiamo fatto e con chi, ragazzi giovani. Stiamo provando a fare tante cose, non è facile crescere così tanto in poco tempo».

Il successo comasco non si ferma alla panchina: Marco Liberali è stato insignito del premio di miglior giovane dell’ultima Serie B, mentre l’argentino Nico Paz ha conquistato il titolo di miglior giovane della Serie A. Pilastro della squadra e autore di un’annata strepitosa, Paz ha confermato la volontà di proseguire sul Lario: «Vogliamo ancora fare meglio. Ho scelto di restare al Como perché sono molto felice. Ho trovato una squadra, un allenatore e una società incredibili».

Nel miglior undici stagionale, tra i pali figura Mile Svilar. Davanti a lui una retroguardia a forte trazione interista con Marco Palestra, Federico Dimarco, Alessandro Bastoni e Manuel Akanji. Per Bastoni, la selezione coincide con un momento di riscatto personale dopo una stagione complessa, segnata anche dalle critiche per un episodio di simulazione: «Sui social sono tutti bravi a criticare e giudicare. È il nostro lavoro, certo. Con Chiellini ci siamo sentiti dopo la Juve, per me è sempre stato un punto di riferimento».

In mezzo al campo spazio a Hakan Çalhanoğlu, alla stella del Milan Luka Modrić e allo scozzese Scott McTominay. Proprio McTominay, reduce da uno stop per un’aritmia cardiaca, ha rassicurato sul proprio stato: «Metterò a posto quello che ho al cuore che non è un problema e tornerò in campo. Dopo la sosta? Non è ancora sicuro».

Modrić ha invece ribadito le motivazioni della sua sfida italiana: «Non sarei venuto in Italia se non avessi pensato di poter giocare a livello. Ho grande rispetto per il calcio italiano e spero che quest’anno possa essere ancora migliore per me e per il Milan».

Il tridente ideale completa il quadro con Lautaro Martínez, il talento Nico Paz e Donyell Malen, protagonista di un impatto immediato alla sua prima stagione in Serie A: «Non è stato facile, ma lo ha reso più semplice il supporto del pubblico e dei compagni».