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4 settembre 2026 - Aggiornato alle 23:04
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serie A

Il sogno lariano è realtà: Como capolista per una notte dopo il poker al Genoa

Un avvio di stagione straordinario proietta Fàbregas e i suoi ragazzi sul trono del campionato

04 Settembre 2026, 23:04

Il sogno lariano è realtà: Como capolista per una notte dopo il poker al Genoa

La serata di Marassi ha consegnato al campionato una verità che supera la contingenza della classifica: il Como di Cesc Fàbregas è una squadra solida, matura e pienamente consapevole dei propri mezzi.

Il perentorio 4-1 con cui i lariani hanno espugnato lo stadio Luigi Ferraris non è soltanto una larga affermazione, ma il manifesto tattico di un’idea di calcio che non arretra davanti alle difficoltà. Andare sotto in trasferta, in una bolgia che il tecnico spagnolo aveva saggiamente paragonato alla “Bombonera”, avrebbe mandato in crisi molte formazioni. I comaschi, invece, hanno risposto con freddezza, qualità e impeccabile organizzazione. L’avvio aveva premiato il Genoa di Daniele De Rossi, impostato con un dinamico 3-4-1-2 pensato per sporcare le trame avversarie e valorizzare la fisicità dei suoi interpreti.

Il vantaggio rossoblù firmato da Osmajic — servito da Colombo dopo un preciso lancio di Baldanzi — ha acceso l’entusiasmo del pubblico. Era il momento ideale per testare la tenuta mentale della formazione lombarda. La risposta è stata disarmante per naturalezza: niente frenesia, nessun nervosismo. Gli uomini di Fàbregas hanno alzato il baricentro, tenuto corte le distanze con Perrone e Da Cunha in mezzo e iniziato a tessere gioco negli spazi intermedi, imponendosi attraverso la tecnica dei propri trequartisti. La rimonta è maturata in un quarto d’ora d’autore che ha ribaltato punteggio e inerzia del match. A innescarla, il destro chirurgico dalla distanza di Martin Baturina, gol di peso specifico enorme che ha ristabilito l’equilibrio e sgonfiato la pressione genoana.

Da quel momento, il Como ha preso in mano la partita: sorpasso di Assane Diao, quindi il tris di Nico Paz, a testimoniare la facilità con cui i lariani sanno accelerare quando la retroguardia avversaria si sfilaccia. A suggellare la serata è arrivata la doppietta personale di Diao, propiziata dall’assist del neoentrato Moise Kean, bravo ad attendere il movimento del compagno prima di servirgli il pallone dell’1-4 definitivo.

Con 7 punti nelle prime 3 giornate — pareggio a Udine e successi esterni a Napoli e Genova — il Como si gode una storica vetta provvisoria della Serie A. Essere “capolista per una notte” a inizio settembre è dato parziale nelle statistiche, ma politicamente pesantissimo per gli equilibri del torneo. Fàbregas ha plasmato un collettivo che non vive di un solo spartito né di un unico protagonista, capace di governare i momenti con la calma dei forti. La strada è ancora lunga, ma da Marassi arriva un messaggio inequivocabile alle concorrenti: questo Como non è una meteora estiva, bensì una splendida certezza del nostro calcio.