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serie A

Dall'inferno al paradiso in quattro minuti: la folle notte dell'Olimpico che lancia la Roma in vetta

Sotto contro l'Atalanta fino allo scadere, la squadra di Gasperini firma una rimonta epica con Hermoso e Soulé agganciando l'Inter

05 Settembre 2026, 23:24

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Dall'inferno al paradiso in quattro minuti: la folle notte dell'Olimpico che lancia la Roma in vetta

Nel calcio si ripete spesso che novanta minuti sono un’eternità; talvolta, però, ne bastano quattro per capovolgere il destino. La notte dell’Olimpico tra Roma e Atalanta ne è stata l’emblema: una narrazione rocambolesca, fatta di assedi improduttivi, sfortuna cieca, colpi di scena e un epilogo da grande schermo che proietta i giallorossi in vetta alla classifica a punteggio pieno, al fianco dell’Inter.

Davanti a un impianto capitolino esaurito in ogni ordine di posto e sotto lo sguardo del commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, la partita prende subito una direzione chiara: monologo romanista.

La squadra di Gasperini si riversa in avanti sin dalle prime battute, stringendo l’Atalanta in un assedio continuo. Fioccano le opportunità: le incornate di Mancini e Cristante fanno tremare la retroguardia bergamasca, una segnatura di Ndicka è cancellata per fuorigioco e Malen sbatte sul muro eretto da Carnesecchi, autentico protagonista del primo tempo. L’unico sussulto dell’Atalanta di Sarri è un destro violento di Scamacca, disinnescato dal bagher di Svilar.

All’intervallo, lo 0-0 sta strettissimo a Dybala e compagni, che hanno dilapidato ben sette corner.

La ripresa, però, non fa sconti. Sarri inserisce Kristovic per Scamacca nel tentativo di dare scossa ai suoi e, in meno di un minuto, arriva la beffa: una colossale “dormita” della difesa giallorossa spalanca la strada a Ederson, che fredda Svilar e ammutolisce i sessantamila dell’Olimpico. Lo 0-1 spezza gli equilibri e salta gli schemi.

Sbilanciata alla ricerca del pari, la Roma rischia a più riprese il colpo del KO sulle ripartenze di Samardzic e dello stesso Kristovic. La panchina di Gasperini, però, risulta determinante. Gli ingressi di Molina e Soulé (per Lulli e Mora) e di Castro (per Malen) restituiscono vigore alla manovra offensiva.

Eppure, la sorte continua a voltare le spalle ai giallorossi: il neoentrato Castro centra prima un palo clamoroso e poi, di testa, una traversa dal sapore di condanna, mentre Carnesecchi para tutto.

Quando lo spettro della prima sconfitta stagionale sembra calare sullo stadio romano, scocca il novantesimo. La malasorte si tramuta in scintilla: al quattordicesimo tiro dalla bandierina, Soulé disegna una parabola perfetta per la testa di Hermoso, che anticipa tutti e firma l’1-1. L’Olimpico esplode.

Non è finita: passano appena quattro minuti e lo stesso Soulé si prende la scena, siglando la rete del clamoroso sorpasso. Un gol che fa deflagrare la gioia del popolo giallorosso e consegna all’ex laziale Sarri un ritorno amaro su un prato che fu casa sua. Al triplice fischio, mentre la frustrazione bergamasca sfocia nel rosso a Gaetano, la Roma celebra un successo dal sapore epico, intriso di maturità e carattere: tre vittorie su tre, vetta agganciata e un entusiasmo incontenibile. Tra cinque giorni sarà già Champions League: i giallorossi ci arriveranno a vele spiegate, con la consapevolezza che, quest’anno, per piegarli non bastano neppure novanta minuti d’inferno.