Calcio a 5
Silvestri, lo stakanovista della Meta ha riconquistato la maglia azzurra
Il jolly catanese parteciperà con la nazionale alle qualificazioni ai mondiali e comincerà l'undicesima stagione con il club del patron Musumeci. Ecco la sua storia
Undici anni con la stessa maglia. Una crescita graduale ma costante ha portato Maurizio Silvestri a trasformarsi in modo definitivo: da gregario a protagonista della Meta Catania di futsal. Ora il ragazzo di Aci Sant’Antonio approda in azzurro. Anzi torna in nazionale perché c’era già stato tre anni fa.
Silvestri, l’avvio di stagione è stato più che gratificante per la conferma nel club rossazzurro e per la chiamata in Nazionale.
«Ed è una notizia che mi ha reso felice. Torno in nazionale dopo tre anni, mi godo il momento e vorrei far vedere quello che in queste ultime stagioni ho costruito cercando di migliorare. Spero che vada bene».
Ci sono le qualificazioni per i Mondiali, traguardo importante.
«Ci raduneremo nelle prossime ore (lunedì, ndr) poi il 20 ottobre giocheremo contro la Georgia a Rende».
Come ha appreso la notizia della chiamata azzurra?
«Il ct Samperi mi ha prima inviato un messaggio».
A sorpresa?
«In realtà avevamo discusso tempo prima, ma dopo il messaggio di conferma ci siamo incontrati. C’è stata la possibilità di tornare in nazionale. Manco a dirlo ho accettato. Adesso dipende da me, devo mostrare di saperci stare a lungo in questo gruppo».
Samperi, catanese come lei, la conosce fin troppo bene.
«Mi ha allenato per sei campionati, ha partecipato alla mia crescita personale e umana. Cito e ringrazio anche mister Giuffrida che ha contribuito in maniera evidente. Anche prima di approdare alla Meta ero ad Acireale con tutti e due alla guida. Giuffrida era l’allenatore dell’under, Samperi mi guidava in prima squadra».
L’undicesimo anno alla Meta: un record o quasi per il futsal.
«Non è facile riassumere un percorso così intenso. I momenti più belli ovviamente sono legati ai risultati delle ultime tre stagioni, ma soprattutto al movimento che abbiamo creato, al rapporto con la città. Il palasport pieno con tutti i tifosi che fanno il tifo è da brividi. Essere apprezzati in maniera continua è già un successo».
La Meta è entrata di diritto nella storia di questo sport.
«La programmazione è stata portata avanti gradualmente per anni, alzando l’asticella in modo non esagerato, ma senza strafare. Anche senza rinunciare ai grandi traguardi. Capita che nello sport si cerchi il risultato immediato, noi abbiamo sviluppato il progetto concreto che è stato perseguito negli anni e a medio termine. Due scudetti sono una soddisfazione che vogliamo incrementare. Stesso discorso per le coppe».
C’è un segreto in tutto questo percorso?
«Allenarsi, osare per andare a conquistare gli obiettivi e competere con le più forti. Non è un segreto, ma un’ambizione».
Cos’ha vissuto in tutti questi anni a Catania?
«Ho potuto costruire un legame con il territorio, volevo giocare e vincere con questa maglietta e questi colori. Per me, per la città, per i compagni. Volevo (e voglio) lottare per qualcosa che potesse gratificare l’ambiente catanese. Un modo per restituire fiducia in un territorio che mi ha dato tanto e mi ha fatto emergere anche come persona».
Silvestri non è un mistero, ma lei è rimasto anche per il gruppo.
«Sarebbe facile andare altrove e provare a vincere con giocatori fortissimi, ma farlo con gli amici di sempre al fianco dei quali sei cresciuto, con i dirigenti che ti hanno visto crescere fa la differenza. Questo è stato il motivo per cui sono rimasto sempre qui. Poi c’è da dire che mi hanno accettato di buon grado».
Che rapporto ha con il tecnico?
«Juanra è concreto, si concentra sui punti importanti per le gare e per gli allenamenti che ci servono e semplifica il lavoro dell’atleta: è un ottimo allenatore. Per il quarto anno collaboreremo rinnovando un rapporto positivo. C’è stima e fiducia reciproca».
La Meta lotterà per lo scudetto dopo aver perso il terzo titolo di fila in finale contro il Torino.
«Tutte le avversarie bene o male si sono rafforzate e sono quelle che hanno disputato gli ultimi play off. Sarà un campionato ancora più equilibrato, a oggi è difficile individuare una favorita, sarà una lotta serrata per emergere. Servirà continuità. Servirà il gruppo. Serviranno i tifosi. La società? C’è già da tanto tempo. Ed è un punto fermo».