verso la champions
Dominare a Madrid: la promessa coraggiosa di Chivu alla vigilia del Real
L'Inter si presenta al debutto di Champions League con la ferma intenzione di non snaturarsi contro i blancos dell'amatissimo ex José Mourinho
Il Santiago Bernabéu per l’Inter è un luogo "sacro", il teatro dove nel 2010 fu consumata la notte più luminosa dell’epopea recente e della storia del club. Domani martedì alle 21, però, i ricordi cederanno il passo all’attualità: al via la nuova fase campionato della UEFA Champions League 2026/27, con il debutto dei nerazzurri proprio a Madrid. Sarà, soprattutto, la serata di Cristian Chivu: allora difensore che alzò la coppa, oggi timoniere chiamato a misurarsi con l’uomo che guidò quella cavalcata dalla panchina, José Mourinho.
In conferenza stampa, il tecnico romeno — fresco di rinnovo fino al 2028 dopo un’annata trionfale impreziosita dal 21º Scudetto e dalla 10ª Coppa Italia — ha fugato ogni tentazione nostalgica. Niente amarcord, solo presente e ambizione. Il manifesto programmatico è netto: «Vogliamo essere dominanti». Un dominio, ha spiegato, che non coincide con un possesso fine a sé stesso, ma con il controllo dei ritmi, l’uscita pulita dalla pressione e la capacità di negare al Real le transizioni, terreno d’elezione dei blancos. «Non ho mai copiato nessuno», ha rivendicato Chivu, sottolineando l’autonomia tattica forgiata in campo e negli anni alla guida del vivaio nerazzurro. L’Inter che scenderà a Madrid dovrà esibire coraggio e personalità, con l’obbligo morale di «scrivere pagine importanti» all’altezza degli standard del club.
Di fronte, José Mourinho, tornato sulla panchina madridista l’11 giugno 2026 con un accordo fino al 30 giugno 2029. Per Chivu, il portoghese non è soltanto un avversario d’eccellenza. «È una persona speciale che ho avuto la fortuna di incontrare. Mi ha dato una mano importante in un momento difficile della mia vita», ha confidato il tecnico interista, rievocando un legame umano nato nella stagione del Triplete. Ora quel passato comune si sublima in un duello di idee: l’esperienza carismatica del maestro contro l’intraprendenza del giovane allievo.
La trasferta al Bernabéu è un banco di prova monumentale anche alla luce dei precedenti. Nei 19 confronti complessivi, il Real Madrid è avanti con 10 vittorie contro le 7 dell’Inter. Nella capitale spagnola, i padroni di casa hanno prevalso in 8 delle 9 sfide dirette. Il recente head-to-head è ancor più severo: sei successi merengues negli ultimi sette incroci e quattro affermazioni consecutive, incluse le due gare del girone 2021/22. A ciò si aggiunge che i nerazzurri non espugnano un campo spagnolo da 13 trasferte di fila, mentre il Real ha inanellato sette vittorie casalinghe consecutive contro i milanesi. Sullo sfondo, la formidabile continuità europea dei blancos: 31 partecipazioni alla Champions (primato condiviso con il Barcellona) e passaggio alla fase a eliminazione diretta in tutte le precedenti 30 apparizioni.
La nuova formula della Champions non concede distrazioni: con otto gare nella fase campionato, partire bene è fondamentale per consolidare le ambizioni d’alta classifica. Per l’Inter, finalista nel 2023 e nel 2025, c’è anche il desiderio di riscattare la delusione dell’ultima stagione, chiusa con il 10º posto iniziale e l’eliminazione agli spareggi contro il Bodø/Glimt. Al Bernabéu, dunque, la parola «dominanti» troverà la sua verifica più autentica. Per i nerazzurri sarà un esame di maturità mentale: dimostrare che la grandezza europea non è un cimelio del 2010, ma un’abitudine da riaffermare sul terreno più esigente del mondo.