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calcio

Pallone d'Oro, ecco i trenta candidati: solo uno gioca in serie A

Lautaro Martinez firma la quinta candidatura personale in una stagione da incorniciare, ma l'Inter rimane l'unica isola felice della penisola

08 Settembre 2026, 17:52

18:00

Pallone d'Oro, ecco i trenta candidati: solo uno gioca in serie A

Lo spostamento della cerimonia del Pallone d’Oro dal centro storico di Parigi al London Palladium, fissato per il 26 ottobre 2026 in coincidenza con il settantesimo anniversario del riconoscimento, ha il sapore di una rivoluzione geografica.

Ma, per il nostro calcio, la rosa dei trenta candidati resa nota oggi consegna un’immagine ancor più dura: una crisi d’identità conclamata. Se settant’anni fa il trofeo nasceva celebrando l’inglese Stanley Matthews, la passerella londinese certifica oggi la marginalità della Serie A, rappresentata da un unico, solitario baluardo: il capitano dell’Inter, Lautaro Martínez.

La solitudine del “Toro” è assoluta. Nella lista dei trenta finalisti non compare infatti alcun calciatore di nazionalità italiana. L’assenza degli azzurri è totale e si riflette anche nelle altre graduatorie, come testimonia la clamorosa esclusione di Gianluigi Donnarumma dall’elenco dei dieci migliori portieri del mondo.

Non è un semplice dato statistico, ma un campanello d’allarme per un movimento che non riesce più a esprimere individualità capaci di imporsi in modo stabile e continuativo ai vertici internazionali.

In questo deserto tricolore, la candidatura di Lautaro Martínez assume un duplice significato. Da un lato, sancisce l’indiscusso spessore internazionale del capitano nerazzurro: giunto alla quinta nomination complessiva (la quarta consecutiva), può esibire una stagione straordinaria, chiusa con 30 gol e 10 assist in 55 presenze tra club e nazionale. Trascinatore dell’Inter verso Scudetto e Coppa Italia, capocannoniere della Serie A con 17 reti e protagonista con 3 gol al Mondiale con l’Argentina, l’attaccante punta a migliorare il settimo posto del 2024, finora suo miglior piazzamento.

Dall’altro lato, definirlo l’unico “italiano” della lista mette a nudo una realtà cruda: la Serie A delega la propria rappresentanza a uno straniero, segno di una drammatica perdita di centralità.

Intanto il Paris Saint-Germain e la Ligue 1 dominano la scena con ben nove candidati — eguagliando il primato storico del club parigino, che presenta anche il detentore Ousmane Dembélé — mentre persino leghe extraeuropee come la Major League Soccer (con l’intramontabile Lionel Messi alla sua 17ª nomination) e la Saudi Pro League (rappresentata da Sadio Mané e Julián Quiñones) trovano spazio. Il campionato italiano, al contrario, arranca.

I criteri di assegnazione del Pallone d’Oro restano chiari: priorità alle prestazioni individuali e alla capacità di incidere nei grandi appuntamenti, quindi ai traguardi di squadra e alla classe sportiva. Il perimetro temporale considerato da France Football e dall’UEFA per questa edizione va dal 3 agosto 2025 al 19 luglio 2026. Il responso è eloquente: un torneo tattico e competitivo non basta più. Senza trionfi nelle massime competizioni continentali per club e senza leader azzurri capaci di brillare nelle notti europee e mondiali, l’Italia calcistica scivola verso una periferia onorevole ma malinconica.