serie A
Ahi Locatelli: la Juve perde per (almeno) tre mesi il capitano e il perno del centrocampo
Lesione al menisco laterale del ginocchio destro e operazione a Lione, il bianconero tornerà in campo solo nel 2027
Una borsa di ghiaccio sul ginocchio destro, poche frasi tranquillizzanti nel dopo gara e l’idea che fosse soltanto il residuo di una partita ad alta intensità. Invece, l’1-1 con il Milan all’Allianz Stadium ha preceduto una delle notizie più pesanti di inizio stagione per la Juventus: il capitano Manuel Locatelli dovrà sottoporsi a intervento e non tornerà prima del 2027.
Al termine della sfida con i rossoneri, Locatelli si è presentato con il ghiaccio sull’articolazione, un fastidio che pareva gestibile. Nelle ore successive, però, il dolore non è rientrato. Gli esami e la visita specialistica hanno evidenziato una lesione al menisco laterale del ginocchio destro, per la quale è necessario il bisturi. La via chirurgica è stata giudicata inevitabile.
L’operazione verrà eseguita a Lione, città già scelta dal club per altre procedure, alla presenza del responsabile sanitario bianconero Luca Stefanini. Proprio nel capoluogo del Rodano, il 3 settembre 2026, Khéphren Thuram era stato operato dal dottor Bertrand Sonnery-Cottet all’Hôpital Privé Jean Mermoz.
Per il numero 5 si profila uno stop non inferiore ai tre mesi; la stima definitiva verrà calibrata dopo l’intervento, in base al percorso riabilitativo. I tempi dipendono dalla tecnica adottata: una meniscectomia (rimozione della porzione danneggiata) e una sutura/riparazione richiedono carichi e finestre biologiche differenti prima di tornare ai picchi di intensità. Il pieno recupero potrebbe attestarsi intorno ai quattro mesi, spingendo il rientro oltre la fine del 2026.
L’assenza di Locatelli crea un vuoto tecnico e di leadership di rilievo per Luciano Spalletti. Il capitano non è soltanto un titolare: è un riferimento nella gestione dei momenti della gara, orienta il possesso davanti alla difesa e garantisce copertura, chiudendo linee di passaggio e mantenendo la squadra corta. Una stabilità collettiva che ora andrà ricostruita. Con il mercato estivo chiuso, le contromosse dovranno arrivare dall’interno. Sì, ma chi? Teun Koopmeiners è utilizzabile più basso per alzare la qualità della prima costruzione; fissarlo stabilmente davanti alla difesa rischia però di limitarne l’impatto tra le linee e in zona gol; Douglas Luiz ha tecnica per ricevere sotto pressione e cambiare lato, ma la sua centralità impone equilibrio attorno al pallone e una fase di transizione difensiva ben oliata; Weston McKennie, quando sarà al 100%, può offrire intensità, inserimenti e duttilità, interpretando il ruolo in maniera diversa dal capitano; Pape Matar Sarr, arrivato in chiusura di mercato, amplia le soluzioni con dinamismo e copertura del campo; necessita di tempo per la condizione ottimale e per assimilare i principi dell’allenatore.
Il ko di Locatelli aggrava un quadro già critico: contro il Milan i bianconeri hanno giocato con sette indisponibili. Con il forfait del capitano e il concomitante problema muscolare accusato da Jérémie Boga, il totale sale a nove. Il peso dell’emergenza è soprattutto qualitativo: Locatelli si aggiunge a Kenan Yildiz e a Khéphren Thuram (sottoposto a condroplastica per condropatia rotulea del ginocchio destro) tra i giocatori finiti sotto i ferri. A questi si somma Juan Cabal, fermato da una lesione di basso grado del semimembranoso della coscia sinistra. La contemporaneità delle assenze riduce le rotazioni e impone una gestione accorta dei carichi in vista della trasferta di campionato con il Sassuolo.
Per Manuel Locatelli comincia ora la riabilitazione, con l’obiettivo di restituirgli stabilità, forza e fiducia. La Juventus non accelererà le tappe, privilegiando l’affidabilità del ginocchio nel medio-lungo periodo. Il 2026 agonistico del capitano è, di fatto, compromesso: il traguardo è riaverlo in campo nel 2027.