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formula uno

Leclerc in pista a Madrid? Non è detto: il retroscena dei controlli dopo il botto da 23G di Monza

Nessun automatismo per l'idoneità del ferrarista che dovrà superare test su riflessi e coordinazione prima di salire sulla monoposto per le prove libere

08 Settembre 2026, 19:38

19:40

Leclerc in pista a Madrid? Non è detto: il retroscena dei controlli dopo il botto da 23G di Monza

Un picco di decelerazione pari a 23 G rilevato dai sensori della Ferrari, il violento schianto contro le barriere della Parabolica e la gara finita dopo appena due giri: così si è chiuso il Gran Premio d’Italia di Charles Leclerc.

Il monegasco è uscito dall’abitacolo con le proprie forze, rassicurando in un primo momento pubblico e addetti ai lavori, ma la partita clinica e sportiva resta aperta. La sua presenza al prossimo Gran Premio di Spagna a Madrid, in calendario dall’11 al 13 settembre 2026, è infatti vincolata al superamento di rigorosi controlli che ne attestino l’idoneità fisica e neurologica.

L’incidente è maturato nel corso del secondo passaggio a Monza. Reduce da una partenza convulsa e da un corpo a corpo con il compagno di squadra Lewis Hamilton, Leclerc ha perso il controllo alla Parabolica finendo contro le protezioni esterne.

Nelle ore successive il pilota ha sollevato interrogativi sul comportamento della vettura: “Già nel giro precedente la risposta della monoposto in accelerazione mi era sembrata anomala”, ha dichiarato, riferendo di aver avvertito la stessa, insolita sensazione nel momento in cui è tornato sul gas al secondo giro, prima della perdita di aderenza.

La Scuderia Ferrari sta esaminando in profondità la telemetria per stabilire se la collisione sia stata innescata da un guasto o da un fenomeno di grip precario legato alla guida o alle condizioni dell’asfalto.

A complicare il quadro è l’entità dell’impatto, quantificata in 23 G: non una misura della gravità delle eventuali lesioni, bensì il picco di decelerazione — 23 volte l’accelerazione di gravità — a cui corpo e capo del pilota sono stati sottoposti in un istante. In base alle stringenti norme della FIA, il superamento di tale soglia attiva automaticamente un protocollo medico obbligatorio.

Direzione gara e delegati sanitari possono disporre approfonditi accertamenti neurologici per valutare equilibrio, riflessi, coordinazione, vista e mobilità cervicale, così da escludere commozioni o traumi i cui sintomi potrebbero emergere anche a distanza di ore o giorni.

Il fattore tempo è il più critico. L’uscita di pista è avvenuta domenica 6 settembre, mentre le prime libere sul nuovo tracciato cittadino del “Madring” scatteranno venerdì 11, con la corsa prevista domenica 13. Appena cinque giorni per completare il recupero e portare a termine l’intero iter di verifiche.

La dottoressa Isabel Ornaque, responsabile del centro medico dell’autodromo madrileno, guiderà l’équipe incaricata di valutare Leclerc in collaborazione con i medici della FIA e lo staff del pilota.

Per il numero 16 sarebbe il secondo urto significativo dell’anno, dopo l’incidente attorno ai 22 G nelle qualifiche di Barcellona-Catalunya, elemento che induce alla massima prudenza.

Da Maranello, per ora, non arrivano comunicazioni di ritiro e le voci su un forfait restano premature. Tuttavia, la presenza del monegasco alle libere del venerdì è ancora in dubbio.

In un weekend cruciale — quattordicesimo appuntamento del Mondiale e debutto assoluto del Gran Premio sul nuovo circuito di Madrid — la Ferrari è costretta ad attendere. Su una pista inedita e priva di riferimenti, dove il lavoro di messa a punto sarà determinante sin dai primissimi giri, l’ultima parola non spetterà al cronometro, ma al verdetto inequivocabile dello staff medico.