Calcio, Serie C
Lunetta, un asso di cuori che gioca senza risparmiarsi e firma reti importanti
Caratteristiche, numeri da cannoniere, e adattabilità in più zone del campo: così un elemento della vecchia guardia continua a riscuotere consensi
Ci sono bomber di professione e c’è chi segna sempre e comunque pur non avendo l’etichetta esclusiva del centravanti. Ci sono uomini assist celebrati e universalmente riconosciuti, c’è chi viene schierato ora da esterno, ora da trequartista, ora da falso nove eppure sforna passaggi efficaci che vengono sfruttati a dovere. Gabriel Lunetta negli ultimi venti metri resta il valore aggiunto del Catania.
Domenica ha segnato uno dei quattro gol al Cosenza, ha fornito pure un assist incrementando il suo bottino personale di numeri che vale la pena raccontare: nelle tre stagioni rossazzurre (ma l’ultima è appena cominciata), Gabriel ha disputato 62 incontri, segnato 16 reti, fornito 8 assist. Vuol dire che segna una rete ogni 3,8 gare per non partendo sempre titolare. Vuol dire che va a rete ogni 233,8 minuti. E se gioca bene Gabriel, basta rivedere la trama di tante partite, il Catania crea atteggiamenti propositivi. E quasi sempre arriva a un risultato da tre punti.
Non è più una coincidenza, forse non lo è mai stata. In campo Lunetta dà l’anima e al pubblico piace il suo modo di spendersi continuamente, a volte in modo un po’ disordinato, fuori dagli estetismi tattici, a volte in maniera irruenta tanto da rischiare l’ammonizione. Ma che importa? Nel Catania che ha creato un assetto offensivo con più giocatori che potenzialmente diventa da podio (Cicerelli, Coda, Insigne, Russo, Liguori, lo stesso Bruzzaniti che continuiamo ad aspettare) a fare la differenza è spesso Lunetta, arrivato in rossazzurro come laterale di centrocampo, ma poi sfruttato anche da Toscano in avanti.
Dal sinistro che ha fulminato il Monopoli - il 29 settembre 2024 - prima marcatura al Massimino, alla realizzazione in scivolata di ieri l’altro, Lunetta ha colpito più e più volte. In totale con i suoi gol il Catania ha vinto 11 volte, pareggiato una volta, perso in appena 4 occasioni. I gol al Massimino sono stati 11, fuori 5. I ruoli coperti? Seconda punta, attaccante centrale, trequartista, centrocampista di destra, centrocampista di sinistra.
C’è, in quest’ultimo dato, tutta la versatilità e la generosità di un ragazzo che alla fine di ogni anno viene anche considerato in partenza per gli apprezzamenti che riceve da altri club, poi rimane alla base perché a Catania sta bene e insegue sempre un sogno che oggi sembra lontano. Ma non si sa mai.
Il 7 agosto scorso in un’intervista esclusiva concessa al nostro giornale, Lunetta aveva spiegato una volta di più le proprie motivazioni: «Sono felice di rimanere a Catania, l'ho detto ai dirigenti più volte. Spero di restare a lungo, ci sono i presupposti per andare avanti con un progetto importante». E, tra i tanti passaggi importanti, aveva anche sottolineato: «Il pubblico mi vuole bene, la stima e l'affetto dei tifosi e del club li ricambio pienamente. Non è scontato essere apprezzato in questo modo e questa fiducia rappresenta uno stimolo per fare ancora meglio. Non mi adagio mai».
Ecco spiegato perché poi le rotazioni in squadra sono sacrosante e devono variare spesso, ma quando va in campo Gabriel qualcosa accade con una certa regolarità.