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Calcio, Serie B

Palermo capolista e sold out al Barbera: tutta la città sogna il ritorno in Serie A

Palumbo, in gol contro la Samp, detta i tempi della stagione: "I cori dello stadio ci gratificano, ma bisogna continuare a lottare in ogni partita"

09 Settembre 2026, 00:05

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Palumbo (Palermo)

L'esultanza di Palumbo dopo il gol alla Samp (Foto Alessandra Lo Monaco)

Si torna sempre dove si è stati bene. Per esempio sotto la Curva Nord, con le mani al cielo e il sorriso largo di chi non vedeva proprio l’ora di mettere maglia e scarpini ed esultare insieme a 33.000 tifosi in festa. Antonio Palumbo ha dovuto pazientare qualche ora in più dei suoi compagni per le due giornate di squalifica che il Giudice Sportivo gli ha inflitto dopo Palermo-Catanzaro, ultimo atto della scorsa stagione rosanero. Il numero 5 ne ha approfittato per prepararsi al meglio al ritorno in campo, in antitesi con la scorsa estate, quando dal Modena si è trasferito a Palermo con un importante ritardo di condizione fisica che ne ha compromesso l’impiego e il rendimento nelle prime giornate.

Solo in quelle, però, perché gli è bastato poco per diventare elemento imprescindibile della squadra di Inzaghi. Trequartista, regista, mediano: un tuttocampista che macina chilometri, mette palla in banca, vede e detta geometrie, rifinisce e finalizza. Le statistiche lo confermano: il napoletano ha chiuso lo scorso campionato con 3 reti e 10 passaggi vincenti, risultando il secondo miglior giocatore del Palermo per gol+assist, alle spalle del solo Joel Pohjanpalo (25+7).

Quest’anno Palumbo ha ripreso da dove aveva finito. Il ritorno in campo contro il Mantova, in Coppa Italia, lo ha visto subito protagonista con la realizzazione del rigore che ha regalato ai rosa il provvisorio doppio vantaggio; lunedì sera è subentrato all’inizio di ripresa, non ha brillato, come tutta la squadra per buona parte dei secondi 45, ma ha resistito ad una buona Samp. E infine, nell’unica occasione capitata sul suo mancino, al 94’ ha chiuso il match con un piazzato in buca d’angolo che ha fatto esplodere il “Barbera”.

«Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile contro un avversario molto forte - ha detto - Non stanno raccogliendo i punti che meriterebbero, ci tenevamo a portare i tre punti a casa. Sono molto contento di aver fatto gol, ma la cosa più importante è vincere le partite, poi chiunque vada in rete va bene».

Il trequartista rosanero ha analizzato anche il vistoso calo del Palermo nella ripresa. Così come con Arezzo e Mantova, anche contro la Sampdoria la squadra di Inzaghi non ha approcciato bene il secondo tempo, abbassando il baricentro e, di fatto, non riuscendo più ad esprimere il proprio gioco: «Loro sono una squadra forte - ha detto Palumbo - quindi sotto di due gol ci sta che nel secondo tempo partano forte e che ti mettano un po’ sotto. Ci sta la reazione della Samp, abbiamo resistito bene e alla fine siamo stati bravi a resistere e a chiuderla, fortunatamente con un mio gol».

A fine partita gli oltre 33.000 del “Barbera” hanno realizzato che dopo la vittoria contro i blucerchiati il Palermo ha agguantato la vetta della classifica in solitaria. Non capitava dal 2018. E il coro è partito quasi naturalmente: “Salutate la capolista”: «Il coro dei tifosi l’ho sentito, - racconta il numero 5 - è giusto che ci sia l’entusiasmo al massimo. Noi dobbiamo essere bravi a restare con i piedi per terra e combattere, perché è un campionato lunghissimo, ci sono squadre molto forti e non dobbiamo mollare. Abbiamo l’osso in bocca, adesso dobbiamo tenerlo».

A fine partita anche un episodio simpatico. Palumbo ha indossato una maschera di Spider Man a favore di camera: «È Sirchia (il social media manager del Palermo, ndr) che mi mette in mezzo a queste cose. E io mi presto molto facilmente, quindi mi ha dato la maschera e l’ho indossata».