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L'Inter gioca ma il Real segna: al Bernabeu finisce 2 a 1 per i blancos
Nei primi 20 minuti due erroracci dei nerazzurri regalano il doppio vantaggio agli spagnoli, i nerazzurri la riaprono nella ripresa ma si mordono le mani per le tante opportunità sprecate
Esordio amaro in Champions League per l’Inter di Chivu: al Santiago Bernabéu finisce 2-1 per il Real Madrid di Mourinho, al termine di una gara che lascia in dote più rammarichi che certezze.
Non è stata una resa tattica né un crollo atletico: i nerazzurri hanno esibito a tratti grande personalità, ma hanno pagato a carissimo prezzo due macroscopiche ingenuità nel primo tempo, infrangendosi poi nella ripresa contro un monumentale Thibaut Courtois.
L’avvio è stato incoraggiante e coraggioso. Nei primissimi minuti l’Inter ha tenuto in mano il pallone, costringendo i blancos ad abbassarsi. Al 3’ una bella iniziativa di Diouf a destra ha liberato al tiro Thuram: botta potente, non abbastanza angolata per sorprendere Courtois. Al 13’ è Lautaro a scaldare i guanti del portiere belga, poco dopo un brivido per il Real su un quasi autogol di Hujsen.
Nel momento in cui l’inerzia sembrava voltare dalla parte degli ospiti, è arrivata l’autolesione. Al 14’ Jones perde un pallone sanguinoso in costruzione, Bisseck va in difficoltà e viene anticipato da Brahim Diaz, che serve Mbappé: tocco freddo e 1-0.
Nove minuti più tardi l’errore è persino più grave: sul retropassaggio di Pavard, il portiere Martinez controlla e tenta un rischiosissimo dribbling con la suola su Valverde. L’uruguaiano legge la giocata, ruba palla e appoggia a porta vuota il raddoppio.
In meno di mezz’ora, due forzature nella costruzione dal basso compromettono la serata. Sotto di due reti, l’Inter rischia il tracollo sulle folate in campo aperto dei padroni di casa.
Qui comincia la parziale redenzione di Martinez: tra la fine del primo tempo e l’avvio della ripresa firma interventi decisivi, negando il tris a Bellingham e Mbappé. Al 58’ lo stesso Bellingham grazia i nerazzurri tentando un controllo superfluo a porta sguarnita, permettendo il prodigioso recupero del portiere. Poco dopo Brahim Diaz sfiora ancora il gol da distanza ravvicinata.
Dall’altra parte, però, l’Inter trova un Courtois in stato di grazia: il belga è impeccabile sulle conclusioni di Jones, Lautaro e Bastoni, spegnendo sul nascere ogni tentativo di riapertura.
L’orgoglio nerazzurro riaccende la sfida al 77’: cross perfetto di Lautaro e incornata vincente di Carlos Augusto per il 2-1 che fa tremare il Bernabéu.
L’assalto finale si infrange però all’89’, quando Courtois si oppone da campione alla conclusione a botta sicura di Mkhitaryan.
L’Inter lascia Madrid senza punti ma con alcune risposte significative: la squadra di Chivu sa di potersela giocare a viso aperto anche contro i campioni di Mourinho. A questo livello, però, pulizia tecnica e concentrazione sono dettagli vitali: le leggerezze di Jones e Martinez pesano come macigni sul risultato. Restano, tuttavia, l’autorevolezza dell’approccio e la reazione nella ripresa, basi da cui ripartire in vista dell’impegno casalingo contro il Bruges.