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serie A

Grosso, la Fiorentina "inallenabile" e la lite con Paratici: cosa è successo nello spogliatoio

Dopo l'1 a 2 con Toro il club sembrava orientato a rinnovare la fiducia al tecnico. Poi la situazione è precipitata

08 Settembre 2026, 23:33

23:40

Grosso, la Fiorentina "inallenabile" e la lite con Paratici: cosa è successo nello spogliatoio

Crisi lampo consumata in poche ore di una domenica e culminata in un esonero notturno destinato ad avere strascichi tanto in sede sportiva quanto sul piano giuslavoristico.

La separazione ufficiale tra la Fiorentina e Fabio Grosso, formalizzata nella tarda serata di domenica 6 settembre 2026, rappresenta una delle rotture più brusche e precoci nella storia recente della società viola.

Sul campo, l’esperienza di Grosso sulla panchina toscana è durata appena quattro gare ufficiali. Dopo un esordio incoraggiante in Coppa Italia con il successo sul Benevento, la Serie A si è rivelata un percorso a ostacoli: tre partite, tre sconfitte, zero punti, un solo gol realizzato e ben nove incassati.

Il crollo è iniziato all’Olimpico con il 4-0 subito dalla Roma alla prima giornata, per poi aggravarsi al “Franchi” nella seconda, in un clima di festa per il centenario del club: il Frosinone ha dilagato 3-0, sfruttando al massimo le vulnerabilità viola nelle transizioni e sui calci piazzati, nonostante una mezz’ora iniziale discreta e due legni colpiti dai padroni di casa.

L’atto finale si è consumato contro il Torino: dopo un primo tempo avaro di emozioni, la reazione d’orgoglio innescata dai cambi di Grosso ha portato al vantaggio firmato da Mateo Pellegrino al 48’. L’illusione è però svanita in fretta: l’ingresso di Simeone ha cambiato l’inerzia, e le reti di Mandragora e Adams hanno fissato il 2-1 granata. Al triplice fischio, l’ultimo posto solitario in classifica ha scatenato una contestazione furibonda della tifoseria.

Dietro le quinte, la frattura si è consumata in pochi, decisivi minuti. Pur intenzionata inizialmente a concedere altro tempo al tecnico, la dirigenza gigliata ha visto precipitare la situazione domenica 6 settembre. Mezz’ora prima del comunicato – diffuso poco prima di mezzanotte – si è tenuto un confronto accesissimo tra Grosso e il direttore sportivo Fabio Paratici.

Al centro del faccia a faccia, la competitività della rosa e le scelte compiute nel mercato estivo. Secondo ricostruzioni giornalistiche concordanti, ma non confermate ufficialmente, Grosso avrebbe definito la squadra “inallenabile”. Una formulazione che, pur da maneggiare con la dovuta cautela in assenza di dichiarazioni o verbali ufficiali, restituisce la profondità del dissenso su strategie e responsabilità.

Amaro il paradosso: era stato proprio Paratici a puntare su Grosso per inaugurare il nuovo corso viola, frantumatosi prima ancora dell’avvio ordinario della stagione.

Lo strappo tecnico non ha attenuato la tensione. L’8 settembre 2026, fonti autorevoli come Sky Sport e ANSA hanno riferito che la Fiorentina sta valutando l’avvio di un’azione disciplinare formale nei confronti dell’ex allenatore. La contestazione ruota attorno alla condotta tenuta nell’ultimo colloquio: Grosso avrebbe ribadito con forza l’impossibilità di proseguire nelle condizioni date, criticando duramente l’organico, senza però rassegnare le dimissioni.

Sul piano contrattuale, la distinzione è netta: chi si dimette rinuncia agli emolumenti, mentre l’esonero obbliga il club a corrispondere lo stipendio fino alla scadenza del contratto.

Grosso non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di lasciare spontaneamente; la società sta dunque valutando se parole e atteggiamenti possano configurare una violazione degli obblighi professionali o comunque un profilo disciplinare utile a contenere l’esborso economico.

Per fronteggiare l’emergenza e restituire un minimo di serenità all’ambiente, la Fiorentina ha richiamato Paolo Vanoli, reduce dall’esperienza della scorsa stagione. Una scelta di continuità: conosce spogliatoio, piazza e organigramma.

Il suo ritorno, tuttavia, solleva interrogativi sulla governance sportiva del club. Il sollevamento dall’incarico di Grosso dopo appena quattro incontri rappresenta un autogol per l’area tecnica guidata da Paratici, evidenziando una preoccupante dissonanza tra campagna acquisti e richieste dell’allenatore scelto.