Pallamano
Albatro, l'amarezza di Laudani in vista dell'impegno europeo: «Lo sport siracusano ha bisogno di una concreta riflessione sull’impiantistica sportiva»
Il massimo dirigente non nasconde la delusione per la necessità di traslocare ad Agrigento in quanto il Pala Pino Corso ex Acradina non è idoneo
A passi spediti verso Round 1 della EHF European Cup. La Teamnetwork Albatro continua la preparazione in vista del doppio impegno internazionale contro gli israeliani del HC Holon Yuvalin in programma, il 12 e 13 settembre, sul parquet del PalaEgoGreen ad Agrigento.
La comitiva biancoblu effettuerà la rifinitura sul campo agrigentino alla vigilia del match di Coppa.
Mateo Garralda lavora sull’intensità e sul ritmo vista la fisicità degli avversari.
«Sento grande voglia di cimentarsi in campo europeo – commenta il presidente della società siracusana, Vito Laudani – I ragazzi stanno lavorando duro da tempo e sono certo che daranno tutto in campo. È una nuova opportunità di crescita per tutti noi – continua –. L’unica nota stonata sarà sicuramente giocare ancora una volta lontano da molti dei nostri tifosi. Dopo la doppia trasferta di coppa dello scorso anno in Grecia, anche per questa edizione saremo costretti a giocare lontano da Siracusa. Gli stringenti criteri di omologazione dei campi, da parte della EHF, - aggiunge Laudani - non ci permettono di poter giocare alla palestra Pino Corso ex Acradina. Diverso sarebbe stato con il Pala Lo Bello disponibile, viste le sue peculiarità di capienza e di struttura. Il PalaEgoGreen ci è stato concesso subito e dobbiamo ringraziare il gestore per questa opportunità – sottolinea Vito Laudani. Resta il rammarico di dovere giocare con i colori di Siracusa lontano dalla nostra casa».
L'analisi del massimo dirigente arriva all'indomani di quanto sottolineato dal nostro quotidiano online sulle criticità dell'impiantistica sportiva siracusana (leggi qui).
«Siamo da sempre pronti e abituati a sudarci i traguardi – conclude il presidente del sodalizio biancoblu –. Lo sport siracusano ha bisogno, però, di una grande e concreta riflessione sull’impiantistica sportiva. Comprendo le difficoltà che possono sorgere, ma penso che una migliore programmazione e, aggiungo, uno snellimento di tutte quelle pratiche che aprono agli investimenti dei privati, consentirebbero agli sport indoor di questa città di aggiungere successi e visibilità per Siracusa. Lo sport è un veicolo sociale e di promozione enorme; giocheremo ad Agrigento e siamo certi che molti nostri tifosi ci raggiungeranno. Ma, casa è casa»