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Sport

Ciclismo: impresa dell'etneo Claudio Maria Fusto, ha tagliato per la nona volta il traguardo della Otztaler Radmarathon

Dalla Sicilia alle Alpi, il ciclista di Motta S. Anastasia ha portato ancora una volta al termine la prestigiosa granfondo che si svolge ogni anno tra l'Austria e l'Italia. Terza partecipazione per Nunzio Scrivano altro atleta etneo dell'Asd "Il Pedale nel Cuore"

11 Settembre 2026, 11:15

11:20

Ciclismo: impresa dell'etneo Claudio Maria Fusto, ha tagliato per la nona volta il traguardo della Otztaler Radmarathon

Il ciclista etneo Claudio Maria Fusto (Il Pedale nel Cuore)

La Otztaler Radmarathon è il sogno di tanti ciclisti.

Correre e portare al termine la famosissima granfondo amatoriale che si svolge ogni anno tra l'Austria e l'Italia non è impresa da poco e ogni anno sono oltre 4.000 i partecipanti selezionati tramite un sorteggio a fronte di decine di migliaia di richieste, che si portano al via per prendere parte a una delle gare di ciclismo su strada considerata tra le più dure e prestigiose al mondo, una sorta di "mondiale delle granfondo".


DUE ETNEI AL TRAGUARDO.

E nell’edizione di quest’anno hanno tagliato il traguardo dopo 227 km di gara con ben 5.500 metri di dislivello e quattro passi alpini, due formidabili ciclisti etnei, Claudio Maria Fusto e Nunzio Scrivano.

Per Claudio Maria Fusto, il ciclista etneo di Motta S. Anastasia, “anima” dell'Asd “Il Pedale nel Cuore”, si è trattato della sua nona partecipazione a questa prestigiosa competizione chiudendo alla rispettabile media di 25 km orari in 9h05”28, mentre per Nunzio Scrivano, catanese, ma residente a Torino, si è trattato della terza partecipazione alla Otztaler Radmarathon e ha chiuso alla media di 20,7 km orari con il tempo di 11h01’20”.

Claudio Maria Fusto (Il Pedale nel Cuore) in azione alla Otztaler Radmarathon

Nunzio Scrivano (Il Pedale nel Cuore) al traguardo di Solden

“Ci sono gare - racconta Fusto - che si corrono per arrivare primi. E poi ce ne sono altre che, prima ancora del cronometro, si corrono per misurare se stessi. La Otztaler Radmarathon appartiene senza dubbio alla seconda categoria e per questo motivo ogni anno migliaia di ciclisti arrivano a Solden, nel cuore del Tirolo austriaco, con un unico obiettivo: affrontare 227 chilometri, 5.500 metri di dislivello e quattro grandi passi alpini - Kühtai, Brennero, Jaufenpass e Timmelsjoch - per tornare al punto di partenza dopo una giornata che mette a dura prova gambe, testa e volontà”.

OLTRE 4.000 AL VIA.
Quest’anno sono stati 4.271 i ciclisti al via, provenienti da 38 nazioni, dopo una selezione che ha visto oltre 25 mila richieste di partecipazione per poco più di quattromila posti disponibili e in mezzo a questo enorme esercito di appassionati c'era anche la Sicilia con questi due straordinari ciclisti dell'Asd “Il Pedale nel Cuore”.

LA NONA VOLTA DI CLAUDIO MARIA FUSTO.
Claudio Fusto Maria ha compiuto una vera impresa, tagliando il traguardo alla sua nona partecipazione alla Otztaler Radmarathon, un numero che racconta già una storia. “Nove volte davanti a quella linea di partenza - spiega Fusto - non sono soltanto nove gare, ma nove viaggi, nove preparazioni, nove volte in cui si è scelto di tornare là dove la montagna chiede sempre qualcosa in più”.

Claudio Maria Fusto verso il traguardo

IL PERCORSO.
“Il percorso della Otztaler Radmarathon - continua Fusto - è una lunga successione di difficoltà. Si parte da Solden e si affronta subito il Passo Kühtai, poi il Brennero, il Jaufenpass (Passo Giovo) e, quando nelle gambe ci sono 178 km arriva l'ultima grande montagna: il Timmelsjoch il Passo Rombo lungo 29 km 2500 mt slm”.

Il professionista, l'amatore, il veterano e chi per la prima volta riesce a conquistare il traguardo della Otztaler Radmarathon condividono la stessa strada e, soprattutto, la stessa montagna. Ed è proprio questo il senso della nona partecipazione alla Otztaler di Claudio Fusto Maria. Un altro capitolo di un rapporto lungo anni con una delle prove più impegnative del ciclismo amatoriale europeo. Una passione che Claudio porta avanti anche attraverso l’Asd “Il Pedale nel Cuore”, una realtà sportiva e associativa che negli anni ha raccolto intorno alla bicicletta una comunità di appassionati, dando voce al ciclismo siciliano e raccontando protagonisti, storie e imprese. Dalla Sicilia alle Alpi.


MAGICO TRIS PER IL CANADESE BURKE, 4° IL TOSCANO CECCHINI.

L'edizione 2026 ha avuto anche un protagonista assoluto: il canadese Jack Burke, capace di conquistare il suo terzo successo in 6h29’21" precedendo i due austriaci Daniel Federspiel (6h31’57") e Miguel Brugger (6h33’57") e al quarto posto il toscano Stefano Cecchini (6h39’18’”) uno dei più grandi e noti cicloamatori italiani, capace di vincere nel gran fondo più dure d'Europa.