serie A
Uragano Mastantuono a Venezia: tre squilli per far ripartire la Fiorentina
Dopo le difficoltà iniziali la squadra viola ribalta i lagunari grazie alla serata di grazia del suo gioiello argentino alla prima con la guida Vanoli
Vittoria 4-2 della Fiorentina sul terreno del Venezia non vale soltanto i primi tre punti del campionato per i viola: rappresenta il primo, autentico spartiacque del nuovo corso tecnico guidato da Paolo Vanoli.
All’esordio in panchina dopo l’esonero di Fabio Grosso, il tecnico si è ritrovato di fronte lo stadio “<strong;pier luigi="" penzo<="" strong="">”, teatro della promozione in Serie A conquistata da allenatore dei lagunari. </strong;pier>La serata si è trasformata in un manifesto di lucidità e prontezza, spazzando via le incertezze delle prime tre giornate. Protagonista assoluto, Franco Mastantuono: il diciannovenne talento argentino ha trascinato i compagni con una tripletta di grande qualità.
Impiegato da Vanoli largo a destra, ma libero di rientrare sul sinistro, il numero 30 ha piegato la retroguardia arancioneroverde dopo un avvio complicato. Il Venezia, infatti, aveva sbloccato al 21’ con una splendida conclusione di Akor Adams all’incrocio.
La replica gigliata è arrivata immediatamente con un uno-due micidiale del giovane albiceleste: diagonale vincente al 29’ su Stankovic e, appena quaranta secondi dopo la ripresa del gioco, percussione centrale che ha ribaltato l’inerzia della sfida fissando l’1-2.
Il suo capolavoro personale si è completato all’84’, quando ha insaccato di petto su corta respinta del portiere, chiudendo una prestazione di rara efficacia dopo tre gare di rodaggio e dieci conclusioni senza esito nelle uscite precedenti.
Accanto alle giocate del suo gioiello, il successo porta la firma tattica di Vanoli. Nel momento di massima pressione veneziana a inizio ripresa — culminato al 59’ con l clamoroso errore a porta spalancata di Yeboah — l’allenatore ha ridisegnato l’attacco: fuori Atta e Beto, dentro Wilfried Gnonto e Mateo Pellegrino.
La contromossa ha dato subito profondità alla squadra: al 66’, su una perfetta verticalizzazione di Fagioli, Pellegrino ha bruciato in velocità Moreno e ha siglato l’1-3, spegnendo le residue speranze di rimonta dei padroni di casa.
Dall’altra parte, la sconfitta aggrava la crisi del Venezia di Giovanni Stroppa: ultimi a zero punti dopo quattro giornate — e a quota sei stop consecutivi in Serie A contando il finale della scorsa stagione — i lagunari continuano a denunciare una vulnerabilità difensiva preoccupante, con 11 reti incassate nelle prime cinque gare ufficiali.
Il gol di Hainaut all’86’ ha soltanto reso meno amaro il risultato, senza evitare fischi e contestazioni sotto la curva a fine gara.
Per la Fiorentina restano da limare alcune distrazioni nella propria area in vista dell’impegnativo esame contro il Napoli del 20 settembre.
Ma la notte del Penzo consegna a Vanoli una certezza: intorno all’estro e alla qualità di Mastantuono si può costruire un progetto tecnico solido e ambizioso.