serie A
Due minuti da fenomeno: così Diego Moreira ha salvato il Milan dal baratro
Dal monologo biancoceleste del primo tempo alla scossa del diciannovenne belga entrato dalla panchina per riacciuffare la Lazio
All’Olimpico è andata in scena una di quelle serate che riconciliano con il fascino e l’imprevedibilità del grande calcio. Il 2-2 fra Lazio e Milan, diretto da Matteo Marcenaro con Meraviglia al VAR, porta il sigillo indelebile di Diego Moreira: gettato nella mischia a gara in corso, il talento belga ha ribaltato l’inerzia del match in centoventi secondi, riscrivendo un copione che pareva già definito.
Dopo un’illusoria avvisaglia rossonera – un colpo di testa di Chukwueze neutralizzato senza affanni da Mandas – il primo tempo è stato un monologo della squadra di Gennaro Gattuso.
I padroni di casa hanno aggredito la sfida con feroce organizzazione: Belahyane diga in mezzo, Frattesi pronto a inserirsi con tempismo e Taylor a scandire i ritmi con lucidità.
In avanti, il tridente leggero Zaccagni-Noslin-Cancellieri ha mandato in tilt la retroguardia ospite, confondendo costantemente le marcature e togliendo riferimenti a De Winter, Pavlovic e Gila.
Il vantaggio al 10’ è parso la naturale conseguenza di questa pressione: affondo di Nuno Tavares sulla sinistra, rifinitura di Zaccagni e conclusione letale di Cancellieri che non ha dato scampo a Maignan per l’1-0.
Il Milan ha perso le connessioni tra i reparti: Modric schermato e ingabbiato, Rabiot sovrastato nei duelli, Loftus-Cheek escluso dal palleggio, con Gonçalo Ramos lasciato nel vuoto.
Al 20’ Maignan ha evitato il tracollo nell’uno contro uno con Zaccagni, poi un errore in uscita di Modric ha spalancato la porta a Frattesi, il cui sinistro è sfilato di un soffio.
La sofferenza di Estupiñán sulla corsia mancina è diventata cronica al cospetto delle folate laziali.
Il meritato raddoppio è arrivato al 39’: traversone vellutato di Taylor, incornata di Noslin sulla traversa e tap-in dello stesso attaccante per il 2-0 che ha coronato il dominio capitolino.
Quando la contesa sembrava instradata verso un trionfo tattico di Gattuso, nell’intervallo Ruben Amorim ha cambiato tutto con il coraggio dei grandi: triplo avvicendamento immediato, dentro Musah per dare gamba alla mediana, Pulisic tra le linee e il diciannovenne Diego Moreira largo a sinistra.
In pochi istanti, struttura e inerzia si sono capovolte.
Nato a Liegi il 6 agosto 2004 e prelevato dallo Strasburgo il 19 agosto 2026 per indossare la maglia numero 22, il giovane esterno ha trasformato la corsia mancina in un canale di accelerazioni incontrollabili.
Fra il 65’ e il 67’ si è consumata la rimonta lampo in due minuti di pura trance agonistica: prima Pulisic ha aperto il corridoio centrale liberando Moreira, glaciale nel colpire Mandas con un diagonale chirurgico per il 2-1; quindi Rabiot lo ha riattivato con un altro innesco, e il belga, di prima intenzione, ha scaricato in rete il pallone del clamoroso 2-2.
L’Olimpico è piombato nel gelo, la Lazio, frastornata dalla sferzata rossonera, non ha più ritrovato la lucidità iniziale.
Gattuso ha provato a riorganizzare le fila inserendo energie fresche per ricomporre la compattezza, mentre Amorim ha gettato nella mischia anche Hutchinson e, nel recupero, il giovanissimo Camarda al posto di Ramos.
Il punteggio è rimasto immutato fino al triplice fischio.
Con questo 2-2 la Lazio sale a 10 punti e conserva il primato provvisorio, forte di un impianto di gioco di altissimo livello ma ancora vulnerabile ai bruschi cambi di ritmo avversari.
Il Milan raggiunge quota 8 e porta a casa un punto pesante, premio all’audacia del suo allenatore e alla folgorante affermazione di una nuova stella: Diego Moreira, arrivato quasi in silenzio e già capace di prendersi la scena da protagonista assoluto.