Calcio, Eccellenza
Acireale, che esordio: conquistato un successo di cuore
Davanti a 2.200 spettatori sempre a sostegno, i granata superano l'ostacolo Vittoria: decide una rete nella ripresa di Vaccaro
Atmosfera di categorie superiori, il calore di 2200 cuori granata e le coreografie delle curve a fare da sfondo al primo acuto stagionale. L’Acireale risponde presente al debutto in campionato e supera un esame di maturità tutt'altro che banale: tre punti contro un avversario di valore assoluto, soffrendo in alcuni momenti ma venendo risollevato da un pubblico delle grandi occasioni.
Foti cambia soltanto il centrocampo rispetto alla Coppa Italia: l’uruguaiano Antonio Sepe Silvestri è schierato come esterno di centrocampo, dopo aver dimostrato di potersi staccare facilmente dal ruolo di braccetto di difesa per attaccare la profondità con o senza palla. Al fianco di Marino esordisce da titolare Malick Tayeye, classe 2008 proveniente dal campionato francese.

Il tecnico però è costretto a cambiare assetto molto presto, quando Andrea Petta, capitano e faro della difesa, si accascia a terra al 20’ toccandosi la coscia. Nel post-partita Foti dichiarerà: «Ha sentito qualcosa, farà esami strumentali in settimana; lo perderemo per un po' di tempo, spero il meno possibile». Al suo posto entra Mollica, che si posiziona come braccetto, con Sepe spostato al centro della difesa e Vaccaro largo a sinistra. La parola per descrivere la partita di Mollica è una sola: agonismo. Chiede sempre palla cercando di impostare, a volte puntando l’uomo e venendo anche richiamato da Foti, che comunque lo ringrazia a fine gara.
I granata non cominciano bene il primo tempo, e dopo 10 minuti si spengono, subendo diverse ripartenze del Vittoria. Belluso si muove continuamente tra le linee, ma non trova dialogo con il resto della squadra e toccherà a Spina, che nelle precedenti gare di Coppa Italia si era a malapena sporcato i guanti, tenere in piedi la squadra nel primo tempo, con un salvataggio importante in tuffo su Isabelihna alla fine della prima frazione.

Nel secondo tempo cambia tutto, l’Acireale torna sui binari giusti e al secondo minuto della ripresa Marino e Iglio dialogano sulla destra, il numero 17 crossa sul secondo palo cercando il classico ‘quinto a quinto’ e arriva infatti Vaccaro, che colpendo di schiena spiazza il portiere e fa 1-0, poi corre, corre sotto la curva sud alla quale si inchina dopo l’esultanza. Fondamentale nel cambio di passo e mentalità avvenuto nel secondo tempo l’ingresso di Etchegoyen al posto di Belluso, nonostante l’argentino avesse solo un tempo nelle gambe, è stato l’equilibratore giusto tra attacco e difesa, intervenendo spesso in scivolata in mezzo al campo, ma mettendo anche ordine palla al piede.

I primi 20 minuti del secondo tempo sono quello che Foti vuole vedere dalla sua squadra, nonostante una traversa clamorosa su punizione del numero 10 del Vittoria, Francoforte. Dopo il vantaggio l’Acireale soffre un paio di discese sulla sinistra di Ruffino, ma si stabilizza sfiorando più volte il raddoppio quando entrano Cocimano e Aguilera; il primo per muoversi tra le linee e provare il contropiede, il secondo per attaccare la profondità, aggiungere pulizia tecnica e tenere il pallone lontano dalla porta di Spina. L’esempio più esplicativo è proprio all’ultimo minuto di recupero, in cui Aguilera scambia con il 2007 Samuel Fascetta, altro ingresso positivo dalla panchina, guadagnandosi fallo al limite dell’area di rigore avversaria facendo scorrere secondi preziosi.
Foti e lo staff tornano a casa avendo visto le due facce della medaglia: da un lato la qualità per colpire, dall'altro le sofferenze che questo campionato impone, perché in Eccellenza non esistono gare facili. La nota più lieta sta proprio nella gestione dei momenti complessi e nella risposta del gruppo. In un torneo simile, la forza di chi ambisce al vertice risiede nella capacità di riordinare le idee e attingere alla panchina.
