Calcio a 5
La Meta e Micky Podda ancora insieme: «Non rinuncio ai tifosi di Catania»
Il talento rossazzurro e della nazionale racconta i retroscena dell'accordo raggiunto col presidente: nomignoli, un filmato diffuso dopo l'arrivo in aeroporto e tante giocate di classe
Catania. U Picciriddu, il ragazzino, è rimasto. C’erano dubbi? A Michele Podda è stato dato questo nomignolo: «Ed è stato il presidente Enrico Musumeci in persona a coniarlo. Io ho ricambiato, lo chiamo u beddu, il bello». Tutto questo per spiegare l’affetto, il rapporto che va oltre l’attività professionale. Io a Catania sto benissimo, tanto è vero che la trattativa non è nemmeno cominciata. Ho espresso subito il mio pensiero. Coincideva con quello della società».
La Meta Catania e il ragazzino ancora insieme. Nel calcio a 5 a volte prevalgono le emozioni e vanno oltre le cifre dei contratti: «Ed è andata proprio così».
Mai un ripensamento, Podda?
«C’è stato un momento in cui durante il cambio di ciclo che ha portato alcuni dei compagni storici a cambiare squadra, ho titubato anche io. Però il legame con la città è fortissimo, sto molto bene a Catania».
Basta solo questo?
«Mi sento ben voluto molto e questo fa la differenza. Contano l’affetto con i tifosi e il rapporto che ho con i compagni siciliani nel club e in nazionale. Musumeci e Pulvirenti sono due fratelli maggiori che riescono a guidarmi. Mi aiutano tanto e mi permettono di lavorare meglio».
Tornando alla sua voglia di rimanere. C’è stato un episodio che vale la pena raccontare.
«Il giorno che sono tornato dopo le vacanze, hanno recapitato al presidente un video. Mi ritraeva sorridente, si capiva la mia felicità nel tornare nell’ambiente Meta. Ero felice e non vedevo l’ora di allenarmi. Ero all’uscita dell’aeroporto e scherzavo con “Zio Turi” Buzzanca, uno degli uomini che lavorano dietro le quinte per fare funzionare tutto. Anche quell’abbraccio ha avuto un peso per me».
Il 18 comincia il campionato e non sarà una stagione come le altre.
«Io spero di sì. Stiamo costruendo un ciclo nuovo per scelte del club che abbiamo condiviso. All’inizio sarà più complicato rodare subito la squadra, ma siamo a buon punto. La squadra provata contro il maltesi e nell’ultimo test sostenuto ad Agrigento (dieci gol) ha voluto convincere come se fosse campionato. I nuovi hanno capito che la maglia della Meta si indossa per vincere anche le amichevoli e al di là dei risultati le sensazioni sono state molto positive. Ci stiamo avvicinando all’intesa che serve, ci saranno crescite e ricadute, ma c’è l’impegno di tutti. Il tecnico Juanra in questo è un leader e un allenatore preparato che sa amalgamare i giocatori alla perfezione. Il fatto che sia rimasto per tutti noi è una garanzia».
Venerdì comincia la Serie A1. Tutti vogliono vincere, ma c’è qualcuno che parte con un vantaggio considerevole.
«Il futsal d’agosto è così in tutti gli sport. Verissimo, tutti vogliono arrivare primi. Io credo che Napoli e L84 Torino hanno qualcosa in più. Anche la Meta: riusciremo a dire la nostra anche quest’anno. Avremo più difficoltà a ingranare subito, ma abbiamo l’orgoglio. Sarà importante arrivare in fondo, poi le finali si decidono per un dettaglio, l’importante è arrivare all’atto conclusivo».
Il raduno in nazionale l’ha vista tra i convocati insieme a Musumeci, Silvestri e Pulvirenti.
«Sono stati cinque giorni costruttivi. Il gruppo è stato ringiovanito dopo l’Europeo, i segnali sono stati positivi, c’è una grande potenzialità, ci sarà bisogno di esperienza in campo internazionale, ma c’è la possibilità di fare bene. Il fatto che sia rimasto il ct Samperi è un segnale di continuità. Ci sarà un tempo più lungo per programmare».
Il gruppo della Meta in azzurro rimane compatto.
«Stiamo facendo bene al di là del risultato dell’ultima finale scudetto, nei play off siamo stati tutti molti positivi, costruttivi. Il ruolo del tecnico in azzurro in questo caso diventa meno complicato perché trova quattro giocatori che si allenano sempre insieme e si “trovano” a memoria. E confermo quanto sia orgoglioso il presidente della nostra presenza in nazionale. Un segnale ulteriore della programmazione del club che viene apprezzata a livello assoluto».
Podda, orgoglio sardo, catanese d’adozione prende la rincorsa. Il suo estro sarà fondamentale in una stagione di fatica e rinnovamento, di ambizioni che rimangono alte e di duelli che da venerdì saranno intensi e agonisticamente feroci. U picciriddu è rimasto nell’isola per provare a vincere nuovamente.