Tennis
Zverev vede il trono: perché il n. 1 di Sinner non è più blindato
Dalla conquista di New York alla leadership nella Race, tutti i fattori che possono guidare il sorpasso in classifica ATP
Il verdetto maturato a New York consegna un quadro a due facce: Jannik Sinner conserva il trono mondiale con 11.500 punti, ma Alexander Zverev ha ridotto il margine a 1.810 lunghezze, salendo a quota 9.690, e ha preso il comando della ATP Race stagionale con 8.650 punti contro i 7.950 dell’azzurro. La finale del 13 settembre 2026, vinta dal tedesco su Ben Shelton per 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, ha certificato la sua piena maturità agonistica: Zverev ha esorcizzato i fantasmi della sconfitta del 2020 a Flushing Meadows e ha incassato il secondo Slam dell’anno dopo il Roland Garros.
Attraverso quali direttrici Zverev può trasformare l’inseguimento in un sorpasso definitivo?
Nel 2026 Zverev ha primeggiato nei tornei più pesanti: titoli a Parigi e New York, finale a Wimbledon. La superiorità espressa nei Major ne fa il giocatore più incisivo dell’annata. I 700 punti di vantaggio nella Race to Turin testimoniano un passo superiore sull’arco dell’anno solare e forniscono una solida piattaforma mentale: mantenendo questo standard nel finale di stagione, il primato su 52 settimane diventa un obiettivo realistico.
La rinuncia di Sinner agli US Open, comunicata il 21 agosto per il persistente problema al ginocchio destro, è lo snodo chiave della corsa al numero uno. L’assenza è costata all’azzurro 1.300 punti per la mancata difesa della finale 2025. Il patrimonio accumulato prima dello stop — 44 vittorie, appena 3 sconfitte, cinque Masters 1000 in bacheca e il titolo a Wimbledon — garantisce comunque il n. 1 almeno fino alla conclusione del Masters 1000 di Shanghai (18 ottobre 2026). Il vero bivio riguarda il rientro: forzare i tempi per Pechino e Shanghai allo scopo di proteggere la classifica può mettere a rischio la stabilità fisica; rinviare il ritorno, invece, lascerebbe in dote a Zverev una finestra per capitalizzare punti senza confronto diretto.
A differenza di annate precedenti, il 2026 ha mostrato un Zverev competitivo ovunque. Dalla terra del Roland Garros all’erba di Wimbledon, fino al cemento di Flushing Meadows, la sua efficacia sul rapido è riemersa con forza. Nella volata autunnale, tra cemento indoor europeo e tour asiatico, il tedesco si presenta con un impianto di gioco affidabile, sorretto dal servizio e da una rinnovata tenuta nei passaggi cruciali.
L’aspetto mentale pesa quanto la tecnica. Aver sfatato il tabù di New York ha alleggerito Zverev di un fardello storico. Nelle prossime settimane giocherà con l’entusiasmo di chi ha tutto da guadagnare e il traguardo del numero uno a portata. Sinner, per contro, dovrà conciliare il rientro dall’infortunio con l’urgenza di preservare un margine dimezzato in poche settimane.
Se la permanenza di Sinner in vetta appare blindata fino a metà ottobre, la corsa a chiudere il 2026 da numero uno del mondo resta apertissima. Per Zverev, l’intreccio tra continuità di risultati, condizione fisica e vantaggio nella Race delinea un percorso netto: il sorpasso non è più un esercizio teorico, ma una prospettiva concreta che si deciderà negli ultimi tornei dell’anno.