Calcio
Messina, buona la prima. Domenica la sfida alla Nebros con calcio d'inizio alle 20.30
Ad Augusta tre punti e una prestazione di sostanza per i biancoscudati. Il tecnico Torrisi: «Abbiamo costruito tanto, ma dovevamo chiudere prima la partita».
«Contava partire con il piede giusto». Lo aveva detto Alfio Torrisi alla vigilia e il Messina ha rispettato l’obiettivo nella prima giornata di campionato, espugnando Augusta e mettendo subito in cascina tre punti preziosi. Un esordio di sostanza per i biancoscudati, chiamati ad affrontare una stagione nella quale l’obbligo di vincere rischia di trasformarsi in una zavorra pesante.
La squadra, però, ha mostrato di avere idee e personalità, costruendo una mole di gioco importante e creando diverse occasioni. È mancata soltanto la necessaria concretezza sotto porta. «Abbiamo costruito tanto – ha ammesso Torrisi a fine gara – siamo entrati molte volte dentro l’area e forse in alcune situazioni abbiamo peccato di superficialità o di sufficienza. Abbiamo colpito anche un palo e una traversa. Mi dispiace soltanto non avere chiuso prima la partita».
È proprio sulla gestione dei momenti della gara e sulla capacità di essere cinici che il tecnico vuole intervenire. Torrisi è abituato a curare ogni dettaglio e chiede alla squadra di ridurre al minimo i rischi, soprattutto quando la partita sembra essere già indirizzata.
«Dobbiamo migliorare e crescere, ma non abbiamo praticamente mai subito un tiro in porta e non ricordo parate di Coco – ha spiegato l’allenatore –. Però quando i minuti passano cambia anche l’inerzia mentale della partita». Il pericolo è che l’avversario possa acquisire fiducia con il trascorrere del tempo: «Magari sul finale prende coraggio, mette qualche pallone dentro, conquista una punizione laterale o un calcio d’angolo. E su un imprevisto rischi di pareggiare una partita che, per quello che hai prodotto, non hai mai rischiato realmente di non vincere».
La panchina come arma in più
Ecco perché Torrisi pretende che la tensione non cali mai. In un campionato lungo e complicato, la profondità della rosa può diventare determinante, garantendo alternative all’altezza dei titolari e permettendo al tecnico di cambiare volto alle partite.
Un esempio è rappresentato da Giuseppe La Spada, arrivato da pochi giorni e subito utilizzato ad Augusta in assenza dello squalificato Sarao. L’ex milazzese è entrato al posto di Varela, autore del gol decisivo.
«Peppe è arrivato con noi mercoledì ed è stato importante. Aveva anche segnato, su una posizione di fuorigioco molto dubbia – ha raccontato Torrisi – ma al di là dell’episodio deve iniziare piano piano a entrare nella nostra mentalità e nel nostro modo di giocare. In quel momento ci stavamo abbassando un po’ anche per gestire il vantaggio e volevo un giocatore capace di sfruttare le ripartenze».
Una caratteristica che il tecnico aveva già indicato alla vigilia come elemento distintivo rispetto alle altre soluzioni offensive a disposizione.
Ora c’è la Nebros
Archiviata la prima giornata, il Messina ha già rivolto lo sguardo al prossimo appuntamento. Da oggi la squadra inizierà a preparare la sfida di domenica alle 20.30, con la gara che dovrebbe disputarsi al Franco Scoglio, contro la Nebros.
Un avversario da prendere con le molle: la formazione nebroidea ha infatti superato il Melilli, una delle squadre indicate tra le più accreditate alla vigilia del torneo.
Un risultato che rappresenta un primo avvertimento per il Messina: in Eccellenza le insidie sono sempre dietro l’angolo e nessuno può essere sottovalutato.