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Il Benfica approfitta del turnover di Amorim e vince per la prima volta a San Siro, Milan fischiato

Partita dominata dai portoghesi nel primo tempo. L'allenatore cala i big nella ripresa, ma non basta ai rossoneri

16 Settembre 2026, 23:34

23:40

milan

Un brutto Milan torna in Europa dopo 574 giorni e rimedia una sconfitta con il Benfica al Meazza, dove i portoghesi per la prima volta nella loro storia riescono a battere i rossoneri. Un gol per tempo da parte dei lusitani, mentre c'è poco da segnalare nel Milan. Brutto approccio, errori diffusi che portano a sei i gol subiti in cinque partite.

Amorim prima della partita spiega perfettamente la sua filosofia di gioco e forse di vita: "Se devo fallire, è meglio che fallisca alla grande". Probabilmente si fa guidare da questa convinzione quando sceglie l'undici titolare. Conferma le indiscrezioni della vigilia, opta per un ampissimo turnover. Non ci sono Pulisic, Modric, Rabiot, Gila e Moreira. Debutta dal 1' Hutchinson al fianco di Cisse, chance per Jashari, mentre in difesa c'è Terracciano che non giocava dal 29 dicembre 2024. Una pazzia o un tocco di genio? Vista la prestazione dei rossoneri, gli esperimenti di Amorim complicano inesorabilmente una partita già di per sé non semplice.

Al 15' arriva il primo tiro nello specchio da parte del Benfica, calciato da Lukébakio ma troppo lento e centrale per impensierire Maignan. Ma è solo una prova generale, perché pochi istanti dopo sempre Lukébakio dalla destra, tiene palla, evita la marcatura di Bartesaghi e poi calcia nell'angolino e sblocca l'incontro. Un bel gol e il Milan che si deprime. Non c'è ritmo nel gioco rossonero, non c'è iniziativa. La squadra sembra spaesata. Manca personalità nell'undici titolare. Hutchinson prova qualche dribbling, ma in campo mancano i punti di riferimento. Continuano i rischi per il Milan, al 24' Jashari perde palla e Sudakov spaventa San Siro colpendo il palo. Anche in questo caso, come nel gol, i giocatori del Benfica calciano indisturbati.

Sul finale del primo tempo si registra qualche tentativo rossonero, ma nulla di veramente pericoloso. E' chiaro che bisogna correre ai ripari. Lo fa capire anche San Siro con qualche fischio all'intervallo. Amorim fa retromarcia e ad inizio ripresa richiama Terracciano e Hutchinson per Gila e Pulisic. Una reazione si vede, ma la buona occasione creata al 5' viene vanificata da una conclusione scomposta di De Winter. Il Benfica, invece, non sbaglia. All'8' Kaminski raddoppia calciando dentro l'aria mentre cinque giocatori rossoneri lo fissano immobili. Una situazione che sorprende, un blackout che il Milan già sotto di un gol non si poteva permettere.

Amorim corre ulteriormente ai ripari, butta nella mischia Saelemaekers e Moreira, poi anche Rabiot. Modric resta in panchina e non si scalda mai. "Devo fare delle rotazioni, soprattutto con un giocatore di 40 anni", aveva spiegato Amorim nel prepartita. Ma chi scende in campo al suo posto, di certo non brilla. Con i cambi il Milan cambia atteggiamento e si affaccia più volte dalla parti di Trubin, ma chiamandolo in causa in poche occasioni. E' Pulisic a sporcargli i guantoni, soprattutto al 36' quando para in tuffo.

Finisce con la prima sconfitta del Milan sotto la guida di Amorim, con la sensazione che il tecnico abbia snobbato il ritorno in Europa dei rossoneri concentrandosi sulla partita di domenica contro il Lecce. Una decisione inspiegabile, conoscendo storia e attitudine del club. E San Siro risponde con i fischi.