Calcio
Due anni senza Totò Schillaci, leggenda del calcio: il ricordo dei famigliari
A Palermo serve completare il campetto, ma lo spazio sotto uno dei due murales è ancora abbandonato. A Messina per ora solo silenzio
Due anni senza Totò Schillaci. Senza i suoi occhi che hanno catturato e ammaliato il mondo del calcio. Senza le sue parole di persona comune che provava persino timidezza assoluta quando il suo popolo lo adorava. Senza i suoi gesti di altruismo che nella scuola calcio “Ribolla” al Cep di Palermo si rinnovano grazie al lavoro dei famigliari.
Il 18 settembre di due anni fa andava via il campione, amatissimo, che tutti i ragazzini di un’epoca irripetibile provavano a emulare. La Lega di Serie A, in nottata, ha dedicato un pensiero. Ne seguiranno altri. Di buon mattino siamo andati al Cep per sentire Giovanni Schillaci, fratello di Totò. La sua giornata comincia all’alba, come quella di tante persone comuni. Accompagna i figli a scuola, poi apre le porte della scuola calcio.
Oggi no. Oggi è una giornata di ricordi e di tristezza: “Ma sulla sua memoria vogliamo spingere le coscienze. La tristezza resta a noi, ciò che rimane di lui lo vogliamo trasmettere ai ragazzi. E questo interessa a noi: creare qualcosa per realizzare i sogni dei bambini. Nessuno si può permettere 700 euro di scuola calcio all’anno, per questo molte persone non pagavano quando Totò interveniva”.
A tal proposito le promesse di creare ai piedi di uno dei due murales realizzati a Palermo (in questo caso al Cep, l'altro è a Passo di Rigano), un campo di calcio per i ragazzini sono rimaste per il momento vane. Cinque mesi fa è stato realizzato una sorta di cordolo e si sperava che i lavori potessero decollare. Invece nulla. Dovrebbe intervenire la Regione per sistemare uno spazio rimasto inutilizzato e dare speranze a una città che ha bisogno di realizzare i sogni come ha fatto Schillaci.
Fino a stamane nemmeno Messina ha ricordato uno dei suoi figli più amati e idolatrati. Nessun cenno, nessun campetto intitolato, nessun messaggio. “A noi interessa – ha chiosato Giovanni Schillaci – che sia ancora un esempio di umanità, non solo sportivo, per i ragazzi che coltivano i sogni in qualsiasi campo agiscano”.