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il lutto

Addio a Sandro Mazzola, la leggenda nerazzurra si spegne a 83 anni

Dalla tragedia di Superga ai successi mondiali con la Grande Inter, la storia di un simbolo del calcio italiano che ha saputo vincere nel nome del padre

19 Settembre 2026, 01:00

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Addio a Sandro Mazzola, la leggenda nerazzurra si spegne a 83 anni

Il calcio e lo sport italiani piangono la scomparsa di Alessandro "Sandro" Mazzola, leggendario capitano dell’Inter e pilastro della Nazionale, morto il 19 settembre 2026 all’età di 83 anni.

Nato a Torino l’8 novembre 1942, ha legato in modo indissolubile il proprio nome alla maglia nerazzurra, con cui ha disputato 570 gare ufficiali e realizzato 162 reti tra il 1961 e il 1977. La sua storia personale fu segnata dal dramma della perdita del padre, Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, perito nella tragedia di Superga del 1949.

A prendersi cura di Sandro e del fratello Ferruccio fu Benito Lorenzi, detto "Veleno", che li condusse all’Inter e acquistò per il giovane Sandro la prima divisa e le scarpe da calcio. Cresciuto nel vivaio sotto la guida di Giuseppe Meazza, esordì in Serie A il 10 giugno 1961 contro la Juventus, segnando su rigore l’unica rete nerazzurra in una formazione di "Ragazzi" schierata per protesta dal presidente Angelo Moratti.

Con Helenio Herrera in panchina, Mazzola divenne il faro offensivo della "Grande Inter" degli anni Sessanta. Il suo palmarès comprende 4 Campionati italiani (1962-63, 1964-65, 1965-66, 1970-71), 2 Coppe dei Campioni (1963-64, decisa da una sua doppietta al Real Madrid, e 1964-65) e 2 Coppe Intercontinentali (1964 e 1965).

Sul piano individuale fu capocannoniere della Coppa dei Campioni nel 1964 e della Serie A nel 1965; detiene il primato del gol più rapido nella storia del derby di Milano, segnato dopo soli 13 secondi il 24 febbraio 1963. Nel 1971 sfiorò il Pallone d’Oro, classificandosi secondo alle spalle di Johan Cruijff. Appese le scarpe al chiodo, continuò a servire l’Inter come dirigente acuto e stimato, risultando decisivo nell’ingaggio del fuoriclasse brasiliano Ronaldo, "il Fenomeno".

Con la sua morte, il calcio italiano perde non solo uno dei campioni più vincenti della propria storia, ma anche un uomo perbene, gentile e di rara finezza umana e sportiva.