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Addio a Sandro Mazzola: il cordoglio da tutta l'Italia per la stella con i baffi

Dal commosso ricordo dell'amata Inter all'omaggio delle istituzioni e dei rivali storici del Milan, l'intero Paese si ferma per salutare una leggenda dello sport.

19 Settembre 2026, 14:46

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Addio a Sandro Mazzola: il cordoglio da tutta l'Italia per la stella con i baffi

L’Inter piange la scomparsa di Sandro Mazzola, un uomo che, come ha ricordato il club, non ha solo fatto la storia, ma «è diventato la storia stessa dell’Inter». Come testimoniano anche i ricordi visivi e le storiche fotografie che lo ritraggono fiero con l'inseparabile divisa nerazzurra e i suoi proverbiali baffi, Mazzola è passato da giovane promessa a simbolo eterno, trasmettendo a intere generazioni il suo amore per quei colori. Il club ha rammentato il suo desiderio più profondo: «Essere ricordato come un uomo buono, qualcuno che dà sempre il meglio, anche quando sembra impossibile». Un legame viscerale ribadito anche da Beppe Marotta, il quale ha ricordato come il campione abbia scritto con la Grande Inter pagine che nessuno cancellerà mai, dedicando una vita intera a una sola maglia per diciassette stagioni. Javier Zanetti ha voluto tributargli un saluto commosso, svelando come Mazzola sia stato determinante per il suo approdo a Milano: «Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita».

Il cordoglio ha varcato i confini del campo da gioco per abbracciare le massime istituzioni del Paese. La premier Giorgia Meloni ha evidenziato come l’Italia perda una delle figure più amate, un campione d’Europa del 1968 la cui immensa eredità sportiva si va ad aggiungere a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga. Alle parole della presidente del Consiglio hanno fatto eco quelle del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato Mazzola come uno dei volti più romantici del nostro calcio, reso immortale nella memoria collettiva dalle celebri staffette in Nazionale con Rivera; un modello che, secondo Tajani, tutti i giovani calciatori di oggi dovrebbero prendere ad esempio.

Per onorare adeguatamente la memoria di un'icona italiana e mondiale, il mondo dello sport si fermerà. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha infatti invitato tutte le Federazioni, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio su tutti i campi durante le manifestazioni del fine settimana.

Anche i rivali storici hanno deposto le armi per rendere omaggio all'uomo e al fuoriclasse. Il Milan ha espresso il proprio sincero cordoglio definendolo un rivale storico e leale, e stringendosi con grande affetto alla famiglia Mazzola e a tutto il mondo nerazzurro per salutare «un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio».

Il lutto, infine, coinvolge l'intero panorama civile e sportivo. Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, ne ha ricordato non solo le gesta di un'epoca straordinaria, ma anche la successiva carriera manageriale e imprenditoriale, affrontata con la medesima intelligenza. La Figc ha disposto l'esposizione delle bandiere a mezz'asta nella sede di Roma e a Coverciano, accompagnate dalle parole del presidente Giovanni Malagò che ha celebrato l'uomo capace di trasformare un cognome già immenso in una storia altrettanto eccezionale. Lo hanno ricordato con affetto anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana, per il suo essere portatore di valori autentici, e Giuseppe Conte, che lo ha salutato rilanciando un suo celebre invito: «Ai giovani dico: abbiate sogni, credeteci e sacrificatevi». A chiudere il cerchio del ricordo è stata l’Associazione Italiana Calciatori, la quale ha voluto onorare la figura di Mazzola non solo come talento assoluto, ma come pioniere e membro fondatore dell'Associazione nel 1968, dotato di una rara e profonda consapevolezza del ruolo sociale della figura del calciatore.