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serie A

La notte del riscatto rossonero e il ruggito ritrovato di Pulisic: il Milan affonda il Lecce

Stop d'autore e mancino vincente per lo statunitense che sblocca il match e trascina un Diavolo finalmente cinico e solido

20 Settembre 2026, 23:36

23:40

La notte del riscatto rossonero e il ruggito ritrovato di Pulisic: il Milan affonda il Lecce

C’erano serate in cui il Milan pareva impantanato nell’incertezza, diviso fra turnover arditi, l’amara notte europea con il Benfica e il sofferto pari dell’Olimpico contro la Lazio. Momenti in cui la coperta sembrava sempre troppo corta e l’identità tattica faticava ad affiorare. A San Siro, però, contro il Lecce, la squadra di Amorim ha ritrovato sobrietà e misura, soprattutto rimettendo i propri uomini cardine nei ruoli naturali.

Il verdetto è stato un 3-0 netto, inappellabile e convincente, capace di spazzare via i malumori e riportare i rossoneri a due soli punti dalla vetta prima della maxi sosta. La svolta è racchiusa in una decisione di principio: archiviare gli esperimenti. Con Modric, Rabiot, Saelemaekers e un ritrovato Christian Pulisic dal primo minuto, la formazione ha recuperato fluidità, carisma e tempi di gioco. Quando la qualità prende il controllo, il calcio si fa semplice: è bastato un quarto d’ora per abbattere il tabù del primo tempo, interrompendo un digiuno di reti iniziali che durava da cinque gare.

L’azione che sblocca il match è una miniatura di tecnica e intensità: lancio lungo millimetrico di Pavlovic, controllo vellutato di Pulisic sul sinistro e conclusione precisa che non lascia scampo a Falcone. Per l’americano non è stato un gol qualunque (il primo dopo un’astinenza che risaliva al 28 dicembre 2025), ma l’avvio di una prova totale. Pulisic ha azzannato la partita, macinando campo, pressando alto e dettando i ritmi dell’attacco.

La standing ovation di San Siro al momento del cambio, al 25’ della ripresa, è stata l’abbraccio meritato a un calciatore tornato finalmente imprescindibile. Il 3-0 racconta però anche una maturità corale. Emblematica la prestazione di Gonçalo Ramos: punta capace di venire incontro, legare i reparti e, nell’azione del raddoppio, scegliere l’altruismo servendo a Rabiot un pallone solo da spingere in porta invece di inseguire la gloria personale. È l’atteggiamento che rende felice un allenatore e strappa applausi a Gerry Cardinale in tribuna.

A completare la festa ci ha pensato la “panchina d’oro” rossonera. L’ingresso di Moreira per Saelemaekers ha confermato il peso specifico delle energie fresche: il classe 2004 ha recuperato palla, puntato l’area, superato Gaspar e blindato il risultato, firmando la terza rete nelle ultime due gare di campionato, sempre da subentrato. Le risposte che Amorim cercava sono arrivate chiare e sonore. Il Milan non ha dovuto soffrire né rincorrere, e il tecnico non è stato costretto a interventi d’emergenza all’intervallo. Prima della pausa per le Nazionali, il Diavolo ritrova sorriso, classifica e certezze. Quando i big giocano da big, i rossoneri tornano a far paura.