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NAZIONALE

Comincia la rivoluzione di Mancini: nove esordienti per un’Italia giovane e coraggiosa

A Coverciano il ct azzurro inizia ufficialmente il suo secondo corso. Dopo il forfait di Cristante, c'è anche quello di Di Marco. Al loro posto Ricci e Ruggeri

21 Settembre 2026, 13:13

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Comincia la rivoluzione di Mancini: nove esordienti per un’Italia giovane e coraggiosa

Il ct Azzurro, Roberto Mancini

A Coverciano soffia un vento di profondo e consapevole rinnovamento. Roberto Mancini si presenterà oggi alle 14 in sala stampa con lo sguardo sereno di chi ha deciso di voltare pagina senza timori, tracciando con decisione la rotta verso il futuro. La nuova lista dei convocati azzurri è un vero e proprio manifesto d’intenti, un segnale chiaro e inequivocabile inviato a tutto il movimento calcistico italiano: il domani si costruisce oggi, attraverso il coraggio, la qualità e la freschezza delle nuove generazioni. Ben nove gli esordienti assoluti chiamati a indossare la maglia della Nazionale, un numero impressionante che trasforma questo raduno nell'atto d'inizio di una nuova era.

«Non dobbiamo aver paura di lanciare chi ha talento, anche se nei club trova meno spazio o non possiede ancora una grande esperienza internazionale»,  esordì così lo scorso 28 luglio il commissario tecnico davanti alla platea di giornalisti. Le parole del CT risuonarono come una scossa necessaria. Per Mancini la gioventù non rappresenta un limite da gestire con prudenza, bensì una risorsa preziosa da valorizzare senza indugi. Non è una sorpresa, dunque, se la selezione azzurra si riempie così di facce nuove, di ragazzi affamati che fino a poco tempo fa sognavano Coverciano da spettatori e che oggi si ritrovano improvvisamente al centro del progetto tecnico della Nazionale maggiore.

Tra i nove debuttanti figurano profili messisi in luce nelle ultime giornate di campionato, ma anche prospetti scovati con il consueto occhio attento dello staff azzurro, da sempre sensibile alla tecnica individuale a prescindere dall'anagrafe. Mancini dimostra ancora una volta di non guardare alla carta d'identità, ma alla personalità nel gestire la pressione, alla visione di gioco e alla fame competitiva. 

La scelta di inserire una pattuglia così numerosa di volti nuovi porta una scarica di adrenalina in un ambiente che necessitava di ritrovare leggerezza e spensieratezza tattica. L'obiettivo non è soltanto numerico, ma profondamente culturale: trasformare la maglia azzurra nel trampolino di lancio per una carriera ad alti livelli, piuttosto che in un punto d'arrivo riservato a pochi eletti. Mancini ha evidenziato come l'entusiasmo incontaminato dei giovani debba contagiare ed essere sostenuto dallo zoccolo duro dei veterani, creando un mix dinamico capace di proporre un calcio moderno, propositivo e divertente.

I prossimi impegni sul campo rappresenteranno un banco di prova immediato e severo, ma il messaggio che traspare con forza dalla conferenza di Coverciano va ben oltre il risultato della singola sfida. Roberto Mancini si intesta la responsabilità di un cambio di passo drastico ma inevitabile. Il nuovo corso dell'Italia parte ufficialmente da qui: nove esordienti, tanta voglia di stupire e la incrollabile certezza che il futuro del nostro calcio appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo.