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L'oltraggio a Sandro Mazzola degli ultras della Juve: multa o stop alla Tribuna Sud?

La contestazione di una parte della curva all'Allianz Stadium, la risposta corale del resto dello stadio e il rebus della giustizia sportiva tra responsabilità oggettiva e attenuanti

21 Settembre 2026, 17:22

L'oltraggio a Sandro Mazzola degli ultras della Juve: multa o stop alla Tribuna Sud?

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Durante il minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola, proiettata l’immagine del campione sui maxischermi, poco prima di Juve Atalanta, una parte dei sostenitori collocati in Tribuna Sud ha voltato le spalle al campo, intonando cori dedicati a figure simbolo della storia bianconera come Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli.

A impedire che la provocazione prendesse il sopravvento è stata la reazione immediata del resto dell’impianto. Dalle altre aree dello stadio si è alzato un lungo e intenso applauso, capace di coprire i canti provenienti dalla curva e di riaffermare il rispetto dovuto alla memoria del fuoriclasse scomparso.

In serata è arrivata la presa di posizione della Juventus. Con una nota ufficiale, il club ha condannato senza ambiguità l’accaduto, ribadendo che nessuna rivalità sportiva può giustificare una mancanza di rispetto nel corso di una commemorazione solenne e richiamando tutti a una responsabilità condivisa.

Sul piano delle misure verso i singoli spettatori, la società è pronta ad attivare l’articolo 27 del Codice FIGC e le previsioni del proprio codice di condotta interno, ricorrendo al cosiddetto “gradimento” per sospendere o revocare i titoli di accesso agli impianti nei confronti degli autori dei gesti. Si tratta di uno strumento già utilizzato il 24 novembre 2025, quando furono interdetti quattro tifosi identificati dopo i comportamenti offensivi sulla tragedia di Superga durante il derby.

Per quanto riguarda la giustizia sportiva, la decisione spetta ora al Giudice sportivo, sulla base dei referti degli ufficiali di gara e delle relazioni della Procura federale. Il quadro normativo di riferimento è delineato dall’articolo 6 del Codice di giustizia sportiva della FIGC, che sancisce la responsabilità oggettiva delle società per le condotte dei propri sostenitori. L’organo giudicante dovrà valutare la portata, la durata, la percezione, il settore di provenienza e la rilevanza disciplinare del comportamento contestato.

Sul fronte sanzionatorio, l’ipotesi più immediata rinvia all’articolo 25 del Codice FIGC, relativo alla prevenzione di fatti violenti e manifestazioni oltraggiose o offensive, che per i club di Serie A prevede un’ammenda tra 10.000 e 50.000 euro. Diverso il perimetro dell’articolo 28, dedicato agli atti discriminatori: salvo diverse risultanze nei verbali ufficiali, i canti — essendo incentrati su personaggi della storia juventina — non sembrerebbero integrare gli estremi della discriminazione razziale, etnica o territoriale in senso tecnico, eludendo così l’automatismo delle misure più severe. Restano in astratto contemplati provvedimenti più afflittivi, come la chiusura della Tribuna Sud prevista dall’articolo 8 in presenza di particolare gravità o recidiva, ma un simile epilogo non può considerarsi scontato.

A favore della Juventus potrebbe incidere in modo significativo l’articolo 29 del Codice FIGC, che consente di attenuare o escludere la responsabilità della società quando sia riscontrabile una chiara dissociazione di altri sostenitori attraverso comportamenti di correttezza sportiva. In questa ottica, l’applauso con cui la maggioranza dell’Allianz Stadium ha sovrastato i cori della curva assume un rilievo giuridico, potendo figurare come circostanza attenuante decisiva per evitare una sanzione pesante sul settore.