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serie A

Manca un rigore per l'Atalanta e per il Torino ma Orsato non torna indietro: «Si va avanti così»

Vertici arbitrali e club puntano a un calcio più fluido: lasciare giocare, meno Var, più tempo effettivo e uniformità di giudizio

21 Settembre 2026, 20:28

20:30

Manca un rigore per l'Atalanta e per il Torino ma Orsato non torna indietro: «Si va avanti così»

Confronto franco, diretto e animato da un marcato spirito critico: all’Ibc di Lissone si è chiuso il primo summit in presenza tra i vertici arbitrali della Serie A e i rappresentanti delle venti società del massimo campionato. Al tavolo, presieduto dal nuovo designatore Daniele Orsato e dal direttore tecnico Domenico Messina, è stata tracciata la rotta per il prosieguo della stagione: rendere lo spettacolo più fluido, ridurre la frammentazione del gioco e restituire centralità alla valutazione di campo del direttore di gara.

Tutti i club hanno risposto all’appello, con la presenza diretta degli allenatori — tra cui Chivu, Gattuso, Amorim, Spalletti e De Rossi — o dei rispettivi vice. La sessione ha previsto l’analisi di una trentina di clip relative agli episodi più discussi delle prime giornate, concentrandosi sui confini tra semplice contatto e fallo punibile, sui tocchi di mano e sulle dinamiche del fuorigioco semi-automatico. Non è mancata l’autocritica. I vertici arbitrali hanno riconosciuto le sviste, chiarendo in particolare che il fallo di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta avrebbe dovuto comportare la concessione del calcio di rigore.

Al contrario, la spinta o il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino è stata confermata come corretta valutazione di campo, non passibile di sanzione. Un approccio apprezzato dal presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha evidenziato come Orsato sia «il primo ad arrabbiarsi» di fronte agli errori. La linea guida del nuovo corso resta salda: «Lasciar giocare e non fischiare i minimi contatti», ha ribadito Orsato, con Messina a confermare che l’AIA non intende «mollare un centimetro sull’impostazione tecnica adottata».

L’obiettivo strategico è contenere il ricorso alla tecnologia, limitando gli interventi del Var ai soli casi in cui l’arbitro «non vede» o «non vede bene». I primi riscontri numerici indicano un cambio di passo netto rispetto al recente passato: - Aumento del tempo effettivo: media di 59 minuti e 31 secondi, +5 minuti e mezzo rispetto allo scorso anno e +7 rispetto a due stagioni fa. Diminuzione dei falli: 22,60 fischi a partita, contro i 26,23 alla quarta giornata della passata stagione. Crollo di rigori ed espulsioni: finora assegnati solo due calci di rigore (contro 9 nel 2025/2026 e 14 nel 2024/2025) e altrettanti cartellini rossi.  Minore ricorso al monitor: registrata una sola on field review (erano 6 l’anno precedente) e appena due overrule. Per sostenere questo indirizzo, agli arbitri è richiesta una prestazione atletica senza precedenti: la percorrenza media ha raggiunto i 12-13 chilometri a gara, resa necessaria da un posizionamento più dinamico.

Da parte loro, club e tecnici hanno ribadito l’esigenza di un’uniformità di giudizio stabile, sia nell’arco dei novanta minuti sia tra partite diverse, così da fornire indicazioni chiare ai calciatori. L’incontro si è concluso in un clima di sostanziale armonia e condivisione d’intenti.