Calcio, Serie C
Catania, ma che sfortuna: Russo costretto allo stop . Ora serve un numero nove pronto
Nelle prossime ore il verdetto dopo i controlli medici. Il tecnico Longo ha tre scelte per la sostituzione: ecco tutte le ipotesi da valutare
Ci sono sconfitte che non si spiegano, scelte errate, topiche che il Catania non si può permettere. Ci sono anche ritardi e attese che il presidente possa non parlare, ma risolvere qualcosa tra sede di allenamenti, centro sportivo, logo, programmazione economica.
Poi ci sono gli infortuni e c’è anche la sfortuna. Che ha colpito il giocatore più amato, quello che alla forma fisica e all’impegno ha abbinato i gol. Tre in tutto, uno anche utile. Attorno allo stop di Flavio Russo si sono concentrate le attenzioni generali. Quelle del pubblico che spera in un ritorno celere. Quelle dei medici che anche stamane rinnoveranno i controlli. Quelle di compagni e staff che attendono ufficialità.
Purtroppo, se le sensazioni esternate sabato sera dal tecnico Emilio Longo dovessero risultare fondate, Russo dovrà stare fermo per un mese o un mese mezzo. Si spera non oltre. La lesione al flessore di primo grado implica un riposo di almeno dieci giorni o due settimane, poi c’è il periodo di recupero atletico e agonistico. Proprio adesso? Che peccato, sì. Russo aveva acceso l’entusiasmo del pubblico al momento del suo ritorno a Catania: «Questo è il posto giusto per riscattarmi» aveva detto al momento della presentazione dopo la stagione vissuta a Pescara, in Serie B, e finita con una retrocessione cocente. Inutile rivangare sulle scelte dei rigoristi-salvezza, sulle scelte che ai catanesi interessano poco.
Interessa capire quando sarà disponibile un ragazzo che aveva cominciato segnando tre reti nelle prime sei gare di campionato. Anzi le tre perle erano state realizzate nelle prime quattro sfide: in casa contro l’Inter U23, ancora in casa contro il Cosenza, infine a Scafati. Certo, i risultati sono stati negativi, se si analizzano prestazioni corali e risultati. Ma Russo ha sempre lottato. Forse ha messo sul piatto (per ora non certo ricco) il suo essere catanese, la spregiudicatezza tipica dei giovani talenti. Anche uno stato di forma fisica che l’ha portato a lottare su ogni pallone, accorciando, risalendo per il campo come un centravanti moderno interessante e con ampi margini di miglioramento.
Non è stato, quello di Flavio, un percorso a sprazzi come quello di tanti suoi compagni. Piuttosto il rendimento offerto, e ribadiamo che il giudizio non è basato solo sui gol messi a segno, è stato costante. L’impegno apprezzato da tutto il Massimino che al momento delle sostituzioni ha sempre applaudito a scena aperta il proprio “figlio”.
Adesso chi prenderà il suo posto? Coda non ha i 90 minuti e si vede. Caturano torna dalla squalifica dopo sei turni, provvedimento non legato alla sua attività in rossazzurro. Chi ne ha di più? Tra i due candidati la scelta potrebbe, invece, ricadere su Gabriel Lunetta, centravanti d’emergenza, un jolly che ha agito da trequartista, da seconda punta, da laterale di centrocampo. Persino da terzino. Lunetta non è al cento per cento, ma cerca di mascherare la sua attuale condizione con una corsa e una grinta che nessuno ha ignorato.
Caserta, domenica alle 12,30, dirà tanto su scelte, possibilità di riscatto, reazioni d’orgoglio e raziocinio nel pressare per avere ragione su un avversario che è in forma. Ed è l’unica del girone a non aver perso. Ha il secondo miglior attacco del raggruppamento (11 reti) insieme con Casertana, Inter U23 e Giugliano. Potrebbe diventare la sfida spartiacque per indirizzare o riflettere. Per rilanciarsi o aspettare ancora chissà quale segnale dalle divinità del pallone.
Intanto il patron Ross Pelligra ha lasciato Catania tornando in Australia. Senza parole, e va anche bene. Senza novità su strategie, campi, logo e finanze. Certo, risultiamo noiosi, ripetitivi. Ma quanto meno un “indirizzo” alla città avrebbe potuto e dovuto darlo. Fatti concreti, perchè le parole le possiamo utilizzare un po’ tutti a proposito e anche a sproposito. I misteri restano. Anche le perplessità e le incazzature dei catanesi.