NAZIONALE
Svizzero? No, italiano. Alessandro Romano il play che ha scelto l'azzurro
Avrebbe avuto un ruolo importante nella nazionale elvetica. Domani sera, invece, debutterà contro il Belgio in Nations League
Una scelta di cuore che rischia di costare cara alla Svizzera e, forse, molto di più alla Roma. Alessandro Romano ha scelto l’Italia dopo aver attraversato tutto il percorso delle giovanili elvetiche e adesso è pronto a indossare la maglia azzurra. La decisione del giovane centrocampista ha lasciato l’amaro in bocca agli elvetici, tanto che la loro federazione potrebbe chiedere un indennizzo di circa 100.000 euro per l’investimento sostenuto nella sua formazione. A Trigoria, invece, il rimpianto è di natura completamente diversa: il dubbio riguarda soprattutto la scelta di non aver inserito una clausola di riacquisto nell’accordo con il Cagliari. Perché nel frattempo Romano è diventato uno dei giovani più osservati del calcio italiano. Inter, Juventus e Milan hanno già iniziato a seguirne con attenzione la crescita, mentre il Cagliari si prepara a godersi un talento che in pochi mesi ha cambiato completamente prospettiva. E l’Italia, naturalmente, si appresta ad accoglierlo.
Romano non nasconde l'emozione per una scalata arrivata molto più rapidamente del previsto. Il centrocampista, cresciuto nella Primavera della Roma, ha assaggiato soltanto per pochi minuti il palcoscenico dell’Olimpico. Adesso potrebbe tornarci con la maglia della Nazionale. «È successo tutto molto velocemente, faccio ancora fatica a capire se sia davvero accaduto – ha raccontato a Rai Sport -. Ho lavorato tanto per meritarmi un’opportunità nel calcio dei grandi, ma non avrei mai immaginato che Serie A e Nazionale arrivassero così presto».
Il prossimo passo potrebbe essere immediato. Romano è destinato a partire dal primo minuto nel ruolo di regista nella sfida di domani sera contro il Belgio. Sarebbe il secondo calciatore nato nel 2006 a vestire la maglia azzurra, escludendo le convocazioni sperimentali effettuate da Silvio Baldini nello scorso giugno. Prima di lui ci era riuscito Simone Pafundi, nel 2022, proprio sotto la gestione di Roberto Mancini. Ed è proprio Mancini a rappresentare uno dei motivi di maggiore emozione per Romano. «È incredibile. Da ragazzino lo guardavo in televisione mentre vinceva l’Europeo, mentre adesso posso parlargli e ho anche il suo numero di telefono. È emozionante», ha raccontato il giovane centrocampista.
A muovere per primo i fili, però, è stato Claudio Ranieri, oggi direttore tecnico della Nazionale. Romano lo aveva già conosciuto a Trigoria, prima quando Ranieri era allenatore e poi nel suo ruolo dirigenziale. «Gli devo molto», ha detto il giocatore. Una volta ottenuta la disponibilità di Romano a valutare il cambio di nazionalità, nonostante il passato nelle selezioni giovanili svizzere, Mancini ha voluto osservarlo dal vivo. L’occasione è arrivata a Parma, dove il centrocampista ha anche segnato il suo primo gol in Serie A. Da quel momento il progetto azzurro ha preso forma.
La decisione finale, però, è stata soprattutto personale. Romano ne ha parlato con la famiglia prima di compiere il passo decisivo. «Ho deciso con il cuore. Sentivo che il mio percorso dovesse essere con l’Italia», ha spiegato. Senza però rinnegare gli anni trascorsi in Svizzera: «Non è stata una decisione contro la Svizzera. Sono molto grato a quel Paese: vivendo lì sono cresciuto come persona e ho imparato cinque lingue. È stata la voglia di Italia a convincermi». La Svizzera ha comunque provato a giocarsi le proprie carte fino all’ultimo. Il commissario tecnico Murat Yakin è volato personalmente a Cagliari per assistere alla partita di fine agosto contro l’Inter. Il messaggio era chiaro: Romano avrebbe avuto un ruolo importante nel futuro della Nazionale, anche nell’ottica di raccogliere l’eredità di Granit Xhaka. Ma a quel punto il centrocampista aveva già scelto. E soprattutto aveva dato la propria parola alla Figc.
Una decisione tutt’altro che semplice, considerando che pochi mesi prima Romano aveva detto no alla convocazione di Silvio Baldini per l’Under 21. Il regolamento Fifa permette infatti un solo cambio di nazionalità sportiva nel corso della carriera. Fare il passo verso l’Italia senza la certezza di una chiamata nella Nazionale maggiore avrebbe comportato un rischio importante, soprattutto considerando il percorso più lineare che avrebbe potuto avere con la Svizzera. Romano ha scelto comunque di cambiare strada. Nel frattempo, intorno al suo nome sono già comparsi i primi paragoni importanti. C’è chi lo accosta al miglior Kevin Strootman e chi, come Frattesi, ne ha sottolineato le caratteristiche simili a quelle di Nemanja Matic. Romano, però, quando deve indicare un modello nel ruolo di play basso non ha dubbi: il suo riferimento è Rodri. Un paragone enorme, destinato a essere verificato dal campo. Intanto, però, il giovane centrocampista ha già attirato attenzioni importanti e proprio la sua esplosione apre una riflessione sulla strategia adottata dalla Roma. Il club giallorosso aveva lasciato partire un giocatore che oggi appare completamente diverso rispetto a pochi mesi fa. Romano, tuttavia, non sembra avere risentimenti nei confronti della società: «È stata una valutazione del club e dell’allenatore. Non ci sono rimasto male, anzi sto benissimo a Cagliari. Evidentemente il mio percorso era questo».
La sua esperienza in prima squadra a Roma era stata fin qui limitata. A gennaio Gasperini gli aveva concesso due presenze, contro Lecce e Sassuolo, prima di dare il via libera al prestito di sei mesi allo Spezia. In estate, poi, tra le esigenze legate al fair play finanziario e la necessità di rinforzare l’organico, la Roma ha deciso di cedere definitivamente il cartellino. Il Cagliari pagherà 5 milioni di euro più bonus, con un massimo che può arrivare a 6,5 milioni. Per i giallorossi rappresenta una plusvalenza importante, ma il valore del giocatore potrebbe crescere molto rapidamente. A Cagliari hanno scommesso su un ventenne ancora poco conosciuto al grande pubblico. Una scommessa che oggi ha attirato l’attenzione di Inter, Juventus e Milan e che potrebbe beneficiare ulteriormente della vetrina della Nazionale. Per Romano, dunque, il viaggio è appena cominciato. Per la Svizzera è il momento dei rimpianti. Per la Roma, invece, quello delle domande su una cessione che potrebbe rivelarsi molto più significativa di quanto fosse sembrato in estate.