NAZIONALE
Mancini il timoniere azzurro: toccherà a lui guarire e ricostruire la Nazionale
Questa sera il debutto in Nations League contro il Belgio. Il ct italiano ha deciso di affidarsi a un mix di giocatori giovani e di esperienza per far ritrovare fiducia, credibilità ed entusiasmo
Guarire e costruire. É tutto ciò che si chiede a Roberto Mancini. Toccherà a lui rimettere sulla giusta rotta la nave azzurra. Lo scorso mercoledì a Coverciano, il presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, ha sottolineato di essere «tutti sulla stessa barca». Dunque, il Mancio diventa il nostro timoniere che dovrà indovinare la manovra per uscire dal porto e alzare le vele di questa Nazionale. Questo debutto in Nations League è complicato. La sfida coi belgi di Mark van Bommel sarà la prima tappa di un percorso di crescita dei giovani in funzione degli appuntamenti più importanti, l’Europeo del 2028 e il Mondiale del 2030.
Il Ct azzurro è perfettamente consapevole che questa Nations League è l’ennesimo tentativo di rinascita per il calcio italiano e la sua credibilità. «Giocare bene subito e fare risultato, questa è l’unica medicina», ha detto il ct ieri sera nel corso della sua conferenza pre gara. Una verità assoluta e inconfutabile, detta per allentare pressione e allontanare il pessimismo. Mancini sta dimostrando, esattamente come aveva fatto alla sua prima esperienza in Azzurro, di avere il coraggio per lanciare i giovani e di possedere la sensibilità calcistica per capire quali possano essere i pilastri per favorire la transizione.
Lo si intuisce anche dalla formazione che questa sera (ore 20.45) scenderà in campo all’Olimpico. Un 4-3-3 nel quale Kean non sarà il centravanti, lo sarà Pio Esposito, ma ala. Una novità? No, perché lo stesso Mancini l’aveva spostato esterno d’attacco nel 2019 a Udine contro la Finlandia. Il ct sta avendo coraggio e capacità di mischiare i migliori rappresentanti di diverse generazioni e fra due mezze ali di di una certa esperienza come Barella e Tonali ha deciso di far giocare un ragazzo del 2003: Alessandro Romano, che ha deciso di indossare la maglia Azzurra e non quella della Svizzera. Un azzardo? Per il Mancio non sembra. «Lo conoscevo poco, mi ha fatto subito una buona impressione. Vede il gioco, tocca il pallone di prima, crediamo possa essere molto utile e importante per il futuro dell’Italia. I giovani - ha proseguito il ct azzurro - vanno aiutati, migliorano con gli errori, non bisogna dargli eccessive responsabilità».
Il match di questa sera coinciderà con la partita numero 900 nella storia della Nazionale. Sono passati 116 anni dalla prima volta, datata 15 settembre 1910, all’Arena Civica di Milano, quando gli azzurri strapazzarono la Francia con un sonoro 6-2. Questa sera, inoltre, la FIGC ricorderà due grandi campioni, due leggende della Nazionale venuti a mancare nelle ultime settimane. Verrà infatti osservato un momento di raccoglimento per onorare la memoria di Sandro Mazzola e prima del fischio d’inizio sarà reso omaggio anche a Franco Baresi.