Calcio
Trapani, Restuccia difende la scelta tecnica: «Serviva una sterzata, ora Misiti ha bisogno di tempo»
Il ds dopo l'esonero di Aronica e l'arrivo del nuovo allenatore: mercato in standby, difesa ad Antonini e il club che affronta un clima ostile e il rilancio dello stadio Mokarta
Dopo l’avvicendamento sulla panchina del Trapani, il direttore sportivo Giuseppe Restuccia è intervenuto per spiegare le ragioni della decisione e fare il punto sulla situazione della squadra e del club granata.
«Quando sono arrivato, il cambio della guida tecnica era l’ultima cosa a cui pensavo», ha dichiarato Restuccia, riconoscendo la professionalità di Salvatore Aronica e del suo staff. «Pensavo che sarebbero riusciti a tirare fuori il meglio dalla squadra. È una decisione ingiusta, ma il calcio purtroppo funziona così anche perché non si possono cambiare venti giocatori. E i numeri sono implacabili: quattro sconfitte consecutive, diverse tra loro, ma pur sempre quattro ko».
La scelta, maturata dopo un confronto con il presidente Valerio Antonini e il direttore generale Graziano Strano, è stata dunque dettata dalla necessità di imprimere una svolta al percorso della squadra. «Speriamo che ci sia una sterzata», ha aggiunto il ds, sottolineando come Aronica abbia pagato anche responsabilità non direttamente sue. A pesare, secondo Restuccia, sono diversi fattori: l'handicap di 5 punti, la pressione psicologica, l’assenza del pubblico e la mancanza di quella spinta che i tifosi possono offrire nei momenti difficili.
Alla guida tecnica è stato scelto Misiti, affiancato da uno staff rinnovato con Saccà e Spampinato. Presto, ha spiegato il direttore sportivo, sarà inserita anche una quarta figura di supporto. Sul mercato, invece, il Trapani si è concesso una settimana di valutazioni: il nuovo allenatore dovrà conoscere il gruppo, analizzare il materiale a disposizione e individuare il sistema di gioco più adatto prima di decidere se intervenire sulla rosa.
Restuccia ha quindi rivolto parole di apprezzamento al presidente Antonini, evidenziando gli sforzi economici sostenuti in una realtà priva, al momento, di adeguati ritorni finanziari e di un impianto stabile. Il riferimento è anche allo stadio Mokarta, destinato a diventare la casa del Trapani e oggetto di importanti lavori di riqualificazione.
«Mi dispiace molto per il presidente – ha affermato – perché investe risorse importanti senza ritorni economici. Mi verrebbe da dirgli: “Presidente, chi te lo fa fare?”». Restuccia ha infine condannato le contestazioni che sfociano nell’attacco personale: «Le critiche sul campo vanno accettate, ma toccare la sfera privata e la famiglia non è giusto. Per quello che continua a fare, non conosco un’altra parola se non gratitudine».