NAZIONALE
Mancio contro Montella: il derby degli ex Sampdoria
Tra moschee e il Timsah Arena a forma di coccodrillo, gli Azzurri cercano una nuova identità.
Dimenticare e ripartire. È quello che dovrà fare la Nazionale di Roberto Mancini che domani sera, a Bursa, affronterà la Turchia di Vincenzo Montella nella seconda giornata della Nations League.
È una vigilia già delicata per gli Azzurri, e lo si capisce dai volti tirati dei giocatori italiani una volta arrivati nella città turca. Bursa, ai piedi del monte Uludağ, è una delle città più importanti della storia della Turchia: fu la prima capitale dell’Impero Ottomano, dal 1326 fino alla conquista di Edirne nel XIV secolo. Ancora oggi il suo centro storico conserva le tracce di quella stagione, con moschee, mausolei e antichi bazar che raccontano le origini dell’impero. È anche conosciuta come la “città verde” per i suoi numerosi parchi e per la ricca vegetazione che la circonda. Un luogo dal passato profondo che domani farà da sfondo a una partita dal presente tutt’altro che semplice. E poi c’è lo stadio, il Timsah Arena, il cui particolare design ricorda le forme di un coccodrillo, simbolo del Bursaspor.
Roberto Mancini è pronto a cambiare diversi uomini. Dieci giocatori, infatti, sono rimasti a Coverciano per un programma di lavoro specifico, anche in vista del prossimo impegno con la Francia, mentre Nicolò Zaniolo ha lasciato il ritiro a causa di un infortunio muscolare. E proprio il turnover potrebbe diventare una delle chiavi della partita.
Il commissario tecnico azzurro deve gestire tre gare in undici giorni e, dopo il Belgio, è chiamato a dare spazio anche a quei volti nuovi sui quali ha deciso di costruire questa Nazionale. Una squadra profondamente rinnovata, con nove giocatori alla prima convocazione assoluta e diversi giovani chiamati a guadagnarsi spazio e responsabilità.
Dall’altra parte c’è una Turchia che conosce bene il calcio italiano e che in panchina ha un volto molto familiare: Vincenzo Montella. I due commissari tecnici si ritrovano da avversari dopo essere stati compagni alla Sampdoria. Era la stagione 1996/97, l’ultima in blucerchiato per il Mancio e la prima dell’Aeroplanino a Genova: insieme realizzarono 37 reti.
La Turchia, anche lei sconfitta all’esordio dalla Francia di Zidane, dovrà fare a meno di due dei suoi principali riferimenti: Kenan Yildiz e Hakan Çalhanoğlu. Per l’Italia, dunque, quella di domani sera sarà una verifica importante e delicata: capire se la sconfitta contro il Belgio è stata un incidente di percorso oppure il segnale di un lavoro ancora tutto da costruire.
Mancini ha parlato di una Nazionale che deve ritrovare entusiasmo, fiducia e identità. Ora arrivano i fatti. E a Bursa, città che nella sua storia ha già conosciuto trasformazioni, conquiste e ripartenze, gli Azzurri cercano la prima risposta di una nuova Italia.