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NAZIONALE

Turchia-Italia si gioca al Timsah, lo stadio di Bursa a “coccodrillo"

Oltre 40 mila posti, tutti esauriti per la sfida di questa sera, all’esterno ha la forma de rettile verde rannicchiato su sé stesso

28 Settembre 2026, 12:17

12:20

Turchia-Italia si gioca al Timsah, lo stadio di Bursa a “coccodrillo"

L' Atatürk Spor Kompleksi, lo stadio di Bursa

Cose turche, e non solo perché sulla panchina avversaria siede Vincenzo Montella. L'Italia di Mancini, reduce dalla scoppola romana contro il Belgio, stasera dovrà guardarsi le spalle da un predatore decisamente meno metaforico: un gigantesco coccodrillo. Tranquilli, non hanno spostato la partita in Florida, ma a Bursa, dove Turchia-Italia si giocherà alla Timsah Arena. Che, per chi ha il dizionario turco-italiano a portata di mano, significa testualmente "Arena del Coccodrillo". Il motivo di un nome così pittoresco? Nessuna metafora poetica: lo stadio ha letteralmente la forma di un enorme rettile avvolto su se stesso. Sobrietà, questa sconosciuta.

Tutto nasce nel 2010 da un comprensibile delirio di onnipotenza calcistica. Il Bursaspor compie l'impresa del secolo: vince il suo primissimo e unico scudetto, beffando all'ultima giornata i giganti di Istanbul (Fenerbahçe in primis). E come si festeggia un traguardo epocale? Mandando in pensione il vecchio stadio in affitto per costruire un colosso a forma del proprio animale simbolo, i "coccodrilli verdi".

Peccato che, dopo i fasti del 2010, i nostri eroi abbiano intrapreso una parabola discendente finita in uno sprofondo tragicomico: nel 2024 la squadra è precipitata in quarta serie (la nostra Serie D). Per un attimo, immaginate la scena: una cattedrale da oltre 40.000 posti, con certificazione UEFA Elite di categoria 4 – l'Olimpo degli stadi, roba da poterci ospitare la finale di Champions League – usata per le partitelle dei dopolavoristi della provincia anatolica. Oggi il Bursaspor è faticosamente risalito in Serie B, ma l'effetto comico del contrasto rimane.

La genesi del progetto, poi, è un capolavoro di modernità e intoppi fantozziani. Come si sceglie l'architettura di un'opera così maestosa? Ovviamente a colpi di "mi piace" sui social network. A spuntarla nel contest virtuale è l'architetto Hasan Sözüneri. Da lì, il classico cantiere a ostacoli. Prima la costruzione viene bloccata dal proverbiale proprietario terriero irriducibile, aggrappato al suo fazzoletto di terra in attesa di un indennizzo milionario. Poi, il colpo di teatro: l'inaugurazione in pompa magna a dicembre 2015 di un impianto bellissimo, funzionante, ma... senza la testa del coccodrillo. Piccoli dettagli ingegneristici avevano infatti reso "leggermente" complicato issare una capoccia di 42 metri d'altezza.

Alla fine, tra un calcolo strutturale e l'altro, il rettile è stato completato e decapitazione sventata. Sarà proprio questa gigantesca bocca spalancata ad accogliere stasera gli Azzurri. Un'idea architettonica concepita per incutere puro terrore agonistico negli avversari. O, al limite, per farli sorridere prima del fischio d'inizio. Cose turche, per l'appunto.