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NATIONS LEAGUE

L'Italia di Mancini espugna Bursa: Montella si arrende nel derby azzurro in Nations League

In una Timsah Arena incandescente, la Nazionale ritrova smalto e cinismo superando la Turchia per 4-1. Un capolavoro tattico firmato dal ct azzurro che rilancia le ambizioni azzurre. A fine gara il lungo abbraccio tra i due commissari tecnici

28 Settembre 2026, 22:38

22:40

L'Italia di Mancini espugna Bursa: Montella si arrende nel derby azzurro in Nations League

Pio Esposito, per lui sesto centro in Nazionale

La scintilla azzurra è scattata. Ed è scattata, forse, nel momento più importante e delicato degli ultimi anni della storia della Nazionale. L’ha fatto in una notte dalle sfumature epiche che avvolgeva la Timsah Arena di Bursa, il gigantesco e iconico stadio a forma di coccodrillo che per oltre novanta minuti si è trasformato in un catino ribollente di passione. Ma il ruggito assordante degli oltre 43 mila tifosi turchi, un muro di suoni, sciarpe e bandiere rosse con la mezza luna, non è bastato a fermare un'Italia chirurgica, matura e a larghi tratti spumeggiante. L’ Italia della seconda era Mancini ha ritrovato la via del successo, nel suo primo mandato gli servirono tre partite, e lo fa con una prova di forza e maturità importanti. Questo 3-0 rifilato alla Turchia di Montella, contestato insieme al presidente della federazione turca, vale molto più di quanto possa dire e recitare la classifica di Nations League.

SORPRESA Alla vigilia del match si era intuito, anche in conseguenza dei 10 giocatori lasciati a Coverciano, che il ct azzurro avrebbe riservato più dei una sorpresa nell’undici titolare. Nessun cambio di modulo, ma di uomini sì. Così è stato. Il Mancio ha attuato una vera e propria rivoluzione: otto undicesimi diversi rispetto alla gara di esordio con il Belgio. Solo tre i reduci della prima uscita: capitan Donnarumma, Tonali e Pio Esposito. Come sono tre gli esordienti assoluti: Ruggeri, Kayode e Sebastiano Esposito. Quest’ultimo è l’altra sorpresa della serata, visto che il Mancio lo preferisce a Kean. I fratelli Esposito, titolari contro la Turchia, scrivono una pagina della storia del calcio italiano e della Nazionale. Gli ultimi fratelli a giocare insieme una partita con gli azzurri, infatti erano stati Filippo e Simone Inzaghi, in campo nel 2000. Da allora è passato un quarto di secolo. Ancora prima era accaduto con Aldo e Luigi Cevenini il 31 gennaio 1915 contro la Svizzera.

 

DOMINIO Fin dai primi minuti, la Nazionale dimostra di avere le idee ben chiare di ciò che vuole e deve fare. Gli azzurri partono subito forte, giocando con intelligenza ogni pallone senza buttarlo con scambi e improvvise verticalizzazioni. Il match cambia volto dopo appena otto minuti con Pio Esposito che costringe Bayindir alla deviazione in angolo. Sugli sviluppi del corner, battuto da Ruggeri,  il liscio di Ćelikfavorisce Bastoni che insacca per il vantaggio azzurro. Per il difensore dell’Inter non poteva esserci modo migliore per dimenticare la notte di Zenica e festeggiare, dopo la squalifica, il suo ritorno in azzurro. Il vantaggio galvanizza l’Italia che, dopo aver sprecato al 15’ il raddoppio con Raspadori, trova  al 22’ il secondo sigillo con Frattesi. L’azione che porta al 2-0 è da applausi: tutto nasce da una rimessa laterale di Kayode nella metà campo italiana e da lì un fraseggio prolungato degli azzurri, ben 16 passaggi di fila, che porta a una palla filtrante sulla destra per Kayode che entrato in area tira costringendo il portiere turco alla respinta che però viene raccolta dal giocatore da Frattesi che deve solo spingere in porta. La nuova marcatura azzurra spegne l’entusiasmo dei tifosi turchi, ma non la voglia di giocare dei ragazzi di Mancini. L’Italia, infatti, non si ferma e soprattutto non si accontenta. Gli azzurri vogliono dimostrare di avere quelle qualità tecniche e caratteriali mancate a Roma contro il Belgio. Così al 27’ è il momento di Kauyode che festeggia nel modo migliore il suo esordio con la nazionale maggiore. Tutto nasce dall’ennesimo fraseggio azzurro che trova in Raspadori e Pio Esposito gli ultimi azzurri a scambiarsi il pallone che termina sui piedi dell’esterno del Brentford che all’interno dell’area di destro sigla il 3-0. Termina così la prima frazione di gioco con un’Italia capace di interpretare alla perfezione il pensiero calcistico di Mancini: palleggio prolungato, pazienza certosina nella costruzione dal basso e una ricerca spasmodica della superiorità numerica sulle catene laterali.

EMOZIONI Non è da meno la ripresa che regala subito la rete della Turchia con Yilmaz. Gol che riaccende le speranze dei 43 mila dell’Atatürk Stadyumu e non solo. Ma la speranza di riaprire il match dura davvero poco. Esattamente quattro minuti: cioè il tempo che serve a Pio Esposito per siglare la sua sesta rete, in dieci presenze in maglia azzurra, e riportare a tre le lunghezze di vantaggio sulla nazionale turca e chiudere definitivamenrte la contesa. Per l'Italia, l'impresa di Bursa rappresenta un'iniezione di fiducia vitale, anche in vista della partita di martedì’ prossimo con la Francia. Sotto il cielo carico di tensione dell'Anatolia, l'Italia torna a vincere. E lo fa giocando un calcio di qualità, divertente e vincente.