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Calcio: 19 arbitri aggrediti a settembre (anche in Sicilia), Malagò: «Tutela deve essere priorità». Aia: «Grazie per il sostegno»
Nei giorni scorsi, a Santa Teresa di Riva nel Messinese, dopo un'invasione di campo è stato schiaffeggiato un giovanissimo direttore di gara
«La violenza e ogni forma di intimidazione nei confronti degli arbitri sono incompatibili con i valori dello sport e con l'idea stessa di calcio che vogliamo costruire». Così Giovanni Malagò, presidente Figc, a margine della odierna riunione della Giunta del Coni, sulle violenze agli arbitri dell'ultimo weekend.
«Non posso e non voglio rimanere in silenzio dopo i fatti avvenuti nel fine settimana in Campania, Calabria e Sicilia: il nostro movimento ha diverse problematiche da affrontare e risolvere, ma la tutela di chi scende in campo per garantire il rispetto delle regole deve rappresentare una priorità di sistema - prosegue Malagò - non è soltanto una questione legata all'attività arbitrale: è una questione di dignità, di rispetto delle persone e della funzione che ciascuno svolge all'interno della nostra comunità sportiva».
Il vicepresidente vicario dell’Associazione Italiana Arbitri, Francesco Massini, ha ringraziato Giovanni Malagò per le dichiarazioni rilasciate oggi sul fenomeno della violenza nei confronti degli arbitri. Il Presidente della Figc, a margine di una riunione, ha infatti espresso una ferma condanna per i gravi episodi verificatisi nello scorso fine settimana in Campania, Sicilia e Calabria.
«Desidero ringraziare il Presidente Malagò per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti di un fenomeno che colpisce direttamente i nostri associati – ha dichiarato Massini – dall’inizio della stagione sportiva, in poco più di un mese, sono già 19 le aggressioni registrate sui campi dilettantistici ai danni dei direttori di gara. Un dato che desta grande preoccupazione e testimonia come il problema sia ormai diffuso, interessando diverse categorie e numerose regioni italiane».
«Il nostro impegno è e continuerà a essere massimo per contrastare, con ogni strumento possibile, ogni forma di violenza nei confronti degli arbitri. Parliamo molto spesso di ragazzi e ragazze che scendono in campo semplicemente per praticare lo sport che amano e che, attraverso il loro servizio, consentono a migliaia di altri giovani di giocare a calcio. Contrastare questa deriva deve essere un obiettivo condiviso dall’intero sistema calcistico. Federazione, Leghe, società, dirigenti, tecnici, calciatori, appassionati e famiglie devono sentirsi parte della stessa responsabilità: restituire ai campi di calcio un clima di rispetto, educazione e sicurezza. La violenza non può e non deve trovare spazio nel nostro sport».
