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NAZIONALE

A Parigi l'Italia in cerca di conferme. Scalvini: «Con la Francia test di maturità»

Il difensore classe 2003, che ha appena rinnovato il contratto con l’Atalanta, lunedì sera ha dato il suo prezioso contributo al successo degli Azzurri: «Mi piace la trasparenza con cui Mancini mi dice le cose»

30 Settembre 2026, 15:36

15:40

A Parigi l'Italia in cerca di conferme. Scalvini: «Con la Francia test di maturità»

Il difensore Azzurro, Giorgio Scalvini

A soli 22 anni, Giorgio Scalvini vanta già la maturità e il carisma di un veterano. Questa consapevolezza deriva sia da un'indole equilibrata, sia dai quattro anni già trascorsi nell'orbita della Nazionale maggiore. Dopo aver completato tutta la trafila nelle selezioni giovanili, il suo cammino con l'Italia ha però incontrato ostacoli dolorosi: dalla rottura del legamento crociato che lo ha estromesso dall'Europeo in Germania a pochi giorni dal via, fino all'amarezza vissuta sugli spalti a Zenica per la mancata qualificazione ai Mondiali. Come ha sottolineato oggi in conferenza stampa, il difensore è pronto a voltare pagina: «Vedo questo come un anno di profondo cambiamento e di grande apprendimento. Il mio obiettivo è raggiungere la condizione perfetta sotto ogni aspetto, per dare il massimo sia all'Atalanta che alla Nazionale».

La storia azzurra di Scalvini è indissolubilmente legata a Roberto Mancini, il tecnico che nel giugno 2022 gli ha regalato il debutto a soli 18 anni e mezzo nella complicata trasferta di Nations League in Germania (persa 5-2 a Mönchengladbach). «C'è sempre stata una grande sintonia con il mister – ha rivelato il difensore –. Oltre al suo immenso bagaglio calcistico, apprezzo tantissimo la sua trasparenza. Al mio esordio ero giovanissimo e non sapevo cosa aspettarmi. Oggi, pur essendo solo all'inizio di un nuovo ciclo, noto la chiara volontà di costruire un'identità forte: Mancini ci chiede di comandare il gioco e, soprattutto, di divertirci in campo».

La recente trasferta di Bursa ha ridato entusiasmo all'ambiente. Contro la Turchia, l'Italia ha cancellato i dubbi emersi nel match inaugurale di Nations League contro il Belgio, ritrovando il palleggio e le trame di gioco tipiche della prima gestione Mancini. «La vittoria sulla Turchia ci ha resi consapevoli della nostra forza: sappiamo giocare un ottimo calcio e vincere», ha spiegato Scalvini. Il merito di questo clima positivo va anche ai senatori del gruppo, fondamentali nell'insegnare ai più giovani «il vero spirito della Nazionale». Fresco di rinnovo contrattuale con la Dea, Scalvini ha brillato in campo accanto ad Alessandro Bastoni (altro talento fiorito nel vivaio dell'Atalanta), offrendo una prestazione solida e attenta. Il difensore attribuisce parte della sua evoluzione alle indicazioni ricevute nel club: «Lavorare sulla linea a quattro con Sarri mi sta aiutando moltissimo; più nozioni apprendo, meglio è». Un bagaglio tecnico e umano arricchito anche dall'esempio di giganti come Chiellini e Bonucci: «Sono vere e proprie leggende. Mi sento fortunato ad aver condiviso il campo con loro e ad avere Bonucci oggi all'interno dello staff tecnico».

Questo venerdì l'asticella si alzerà drasticamente: a Parigi l'Italia affronterà la Francia, costringendo la difesa a una prova di grandissimo spessore. «I francesi formano una delle squadre più forti al mondo; il loro attacco ha una rapidità e una qualità fuori dal comune», ha ammesso il centrale azzurro. Nonostante le difficoltà, la squadra è pronta alla sfida: «Siamo un gruppo positivo e coraggioso. Siamo l'Italia, scenderemo in campo a viso aperto e daremo tutto. Misurarci contro un avversario di questa caratura è il modo migliore per capire esattamente a che punto siamo del nostro percorso».