il caso
Ronaldo, l'ultimo affondo prima della fuga: «I portoghesi sapranno le mie ragioni»
Lo strappo del capitano dopo la conferenza stampa di Jorge Jesus e la decisione del tecnico di non schierarlo titollare. A quel punto ha abbandonato l'allenamento e ha fatto ritorno immediato a Madrid
«Al momento giusto dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la nazionale, a cui mi sono sempre dedicato». Con questo messaggio diffuso sui social, Cristiano Ronaldo ha ufficializzato la decisione di abbandonare il ritiro del Portogallo, trasformando le tensioni interne in uno strappo clamoroso alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca.
Il fuoriclasse ha motivato la scelta legandola direttamente agli eventi delle ultime ore: «Dopo la conferenza stampa del commissario tecnico della Nazionale e dopo un colloquio con il presidente della Federcalcio portoghese, ho deciso di lasciare il ritiro della Nazionale». Un congedo amaro, chiuso augurando comunque «buona fortuna al Portogallo ed a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni».
Alla base della rottura c'è la scelta del commissario tecnico Jorge Jesus di escluderlo nuovamente dall'undici titolare per schierare dal primo minuto Gonçalo Ramos. Una decisione arrivata dopo la panchina già patita nella sfida di domenica contro la Norvegia. In conferenza stampa, il ct ha mostrato una linea d'inflessibilità totale: «Se da allenatore ho deciso di non farlo entrare, non è il caso di farne un dramma». Il tecnico ha poi ribadito il proprio orientamento strategico: «Se tutto procede normalmente, giocherà Gonçalo Ramos: se poi avrò bisogno di Ronaldo, entrerà. Se non ne avrò bisogno, non entrerà».

Jorge Jesus ha infine marcato la propria autorità gestionale: «Sono l'allenatore, ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Ti metterò in panchina. Se avrò bisogno di te per 30 minuti, giocherai; altrimenti no. Nessuno mi farà cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio. Né alcun presidente. Mai, assolutamente nessuno».
Dichiarazioni perentorie che hanno vanificato il tentativo di mediazione diplomatica orchestrato in mattinata. Preoccupato dall'acuirsi della crisi, il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença, era infatti volato d'urgenza a Copenaghen. Nel corso della mattinata, Proença, Jorge Jesus e Ronaldo si erano riuniti nell'albergo di Malmö dove alloggiava la squadra, in un incontro descritto da fonti federali come un chiarimento svolto in un'atmosfera tranquilla e cordiale.
Tuttavia, nel pomeriggio la situazione è precipitata in modo definitivo. Una volta appreso di non rientrare nella formazione titolare, Ronaldo ha abbandonato la seduta d'allenamento — la terza consecutiva saltata, mentre il resto della squadra (ad eccezione di Francisco Conceição) era regolarmente in campo — e ha svuotato il proprio armadietto allo stadio Parken di Copenaghen. Come mostrato da un filmato diffuso da A Bola, l'atleta è salito su un van nero della Federcalcio. Successivamente, secondo quanto ricostruito dall'emittente Sic Notícias, un jet privato decollato da Madrid è atterrato a Copenaghen per riportare il fuoriclasse nella capitale spagnola, sancendo la fine dell'avventura del capitano con la Seleção.