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NAZIONALE

Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

Dopo nemmeno due mesi l'ex schermitrice ha comunicato la sua rinuncia all'incarico che gli era stato conferito ad agosto con una nota pubblicata sul sito della Figc

30 Settembre 2026, 22:22

Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

Diana Bianchedi

Alla fine, a far fuori Diana Bianchedi dalla Figc è stata la politica. Non l’Anac, non il Coni: le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi hanno fatto saltare il banco. E hanno spinto la campionessa olimpica a lasciare, in piena Nations League, l’incarico di capodelegazione della Nazionale.

Il riferimento di Abodi era al suo ruolo di vicepresidente del Coni e alle posizioni espresse nella Giunta. Parole che Bianchedi ha considerato un attacco frontale ai valori che hanno segnato tutta la sua carriera, prima da atleta — due ori olimpici e cinque titoli mondiali nel fioretto a squadre — e poi da dirigente. La risposta è arrivata in serata, con le dimissioni e una scelta precisa: farsi da parte per non trascinare la maglia azzurra dentro una polemica istituzionale.

«A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio — si legge nel comunicato diffuso da Bianchedi in serata —, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente».

Bianchedi rivendica quindi il proprio operato: «Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione». Poi la motivazione più immediata della scelta: «Scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche».

Una squadra, sottolinea, «compatta, motivata, con grandi professionisti», dal commissario tecnico ai giocatori fino a tutto lo staff. «Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano».

A innescare la rottura erano state le parole pronunciate questa mattina da Abodi. «Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un'opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta. Quel ruolo è stato affidato loro nell'ambito di un rapporto fiduciario», aveva detto il ministro.

Il riferimento era agli attriti emersi nella Giunta Coni. Nella seduta di ieri, i vicepresidenti Di Paola e Bianchedi avrebbero espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della FederPesi avanzata dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, salvo poi votare a favore.

Abodi aveva quindi rincarato: «Fa riflettere che due figure così rappresentative alle quali è stato affidato fiduciariamente un ruolo di primo piano non riescano a testimoniare questa fiducia affidata, a testimoniarla in modo conseguente». E aveva aggiunto: «Sono scelte che faranno al loro interno, ma normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione».

Parole che, nel giro di poche ore, hanno trasformato uno scontro interno al Coni in un caso che è arrivato fino alla Nazionale. E che hanno portato Bianchedi a lasciare l'incarico proprio mentre l'Italia è impegnata nella Nations League.