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NATIONS LEAGUE

Zidane non si fida e sprona la Francia: « L'Italia ha sempre squadre che, in un partita, possono fare sempre cose incredibili»

Il talento francese, che nel 1998 allo Stade de France segnò la doppietta mondiale contro il Brasile, esordirà davanti al suo pubblico e contro la nazionale azzurra che ha segnato in negativo il suo addio ai Bleus

01 Ottobre 2026, 18:54

19:00

Zidane non si fida e sprona la Francia.: « L'Italia ha sempre squadre che, in un partita, possono fare sempre cose incredibili»

Il ct della Francia, Zinedine Zidane

Le emozioni sono forti, intense. Per Zinedine Zidane tornare allo Stade de France non può essere una cosa come le altre. È qui che, il 28 gennaio 1998, segnò una pagina di storia, realizzando la prima rete nel nuovo impianto parigino. Pochi mesi più tardi, quello stesso stadio avrebbe ospitato la finale dei Mondiali, con Zizou ancora protagonista: due gol al Brasile di Ronaldo e la Francia sul tetto del mondo.

Un palcoscenico migliore, dunque, non poteva esserci per il debutto di Zidane da commissario tecnico dei Bleus. Sarà la sua prima volta davanti al pubblico francese da allenatore e, dall’altra parte, ci sarà l’Italia. Un avversario che per lui significa molto. Nel nostro Paese, con la maglia della Juventus, Zidane ha costruito una parte fondamentale della sua carriera da calciatore. E proprio contro gli azzurri, vent’anni fa, ha vissuto anche il momento più amaro della sua storia con la nazionale francese: l’espulsione nella finale mondiale di Berlino.

«Certo che mi ricordo quello che feci in quella partita. E, anche se non lo ricordassi, ci sono le immagini a riportarmelo sempre davanti agli occhi. Ma nella mia carriera, per fortuna, ci sono tante altre immagini più piacevoli. Ovviamente, non sono fiero di quello che ho fatto».

Alla vigilia della sfida con l’Italia era inevitabile tornare su quella testata a Marco Materazzi che segnò la fine della sua carriera con la maglia dei Bleus. Zidane prova però a guardare oltre: «Cerco di pensare ai ricordi più positivi, ma fa parte del mio percorso e ora siamo alla vigilia di un’altra partita. È tutto diverso. Materazzi? No, con lui non ho mai più parlato da allora».

Quello sulla panchina della Francia è un sogno che Zidane ha coltivato a lungo. Per arrivarci ha seguito un percorso preciso, costruendo la propria esperienza anche grazie agli allenatori incontrati durante la carriera. Tra questi c’è Marcello Lippi, che a Torino lo ha guidato ai tempi della Juventus.

«Lippi il mio modello? Ho preso tanto da lui, ma anche dagli altri allenatori che ho avuto in Italia. Non voglio rifare quello che facevano loro, voglio soltanto ricordare i loro insegnamenti, soprattutto sul piano tattico. Su questo, gli italiani non hanno niente da invidiare a nessuno».

Attorno alla partita, intanto, si respira la sensazione che l’Italia rappresenti l’avversario ideale per celebrare il nuovo corso di Zidane alla guida della Francia. Qualcuno gli chiede anche cosa stia succedendo alla nazionale italiana, assente dai Mondiali per tre edizioni consecutive.

Zidane si lascia andare per un attimo all’italiano: «Non so che succede…», dice, prima di sorridere, correggersi e proseguire in francese.

«Vedere l’Italia eliminata da tre fasi finali appare proprio strano. Questa nazionale ha sempre avuto giocatori importanti. Comunque, l’Italia ha sempre squadre che, in una partita, possono fare cose incredibili. Come hanno dimostrato in Turchia».