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Lisbona, spuntano tre maxi-cartelloni per Ronaldo e contro Jorge Jesus: fatti rimuovere per assenza di autorizzazioni
Nella mattinata di venerdì 2 ottobre 2026 la vicenda che coinvolge Cristiano Ronaldo e la Seleção è uscita dai confini dello spogliatoio per approdare nelle strade della Grande Lisbona. Tre maxi-affissioni sono comparse in punti strategici della capitale e del vicino comune di Oeiras, fondendo un messaggio di gratitudine e sostegno al capitano portoghese con una dura contestazione nei confronti del commissario tecnico Jorge Jesus. Due pannelli sono stati installati lungo la Segunda Circular, arteria a grande scorrimento, uno nei pressi dell’aeroporto Humberto Delgado e l’altro in prossimità dell’Estádio da Luz.
Il terzo manifesto è apparso nei dintorni della Cidade do Futebol, il centro federale di Oeiras dove si allena e opera la nazionale. La scelta delle posizioni ha garantito un’immediata visibilità a automobilisti e pedoni, trasformando la polemica sportiva in una presa di posizione pubblica sotto gli occhi dell’intera città. Il messaggio veicolato seguiva due direttrici precise. Da un lato, celebrava la carriera e il legame con Ronaldo con la scritta in portoghese “Serás sempre o nosso capitão” (“Sarai sempre il nostro capitano”), a sottolineare la riconoscenza per quanto il fuoriclasse ha dato al Paese.
Dall’altro, muoveva un atto d’accusa diretto a Jorge Jesus, imputandogli scarsa sensibilità, una gestione inadeguata del numero 7 e un eccesso di ego. L’esposizione, tuttavia, è durata poche ore. Le autorità municipali di Oeiras e le squadre del Comune di Lisbona sono intervenute per rimuovere le installazioni, definite abusive e sprovviste delle autorizzazioni necessarie.
Gli enti locali hanno precisato che il provvedimento è legato esclusivamente al rispetto dei regolamenti urbanistici e pubblicitari, escludendo pressioni da parte della Federação Portuguesa de Futebol. Nelle ore successive, la paternità dell’iniziativa è stata rivendicata da Fernando Maia, titolare di un’azienda di cartellonistica.
Intervistato da Rádio Observador, Maia ha spiegato di aver agito a titolo personale e a proprie spese, spinto dal desiderio di manifestare riconoscenza verso il calciatore, precisando di non conoscere né Ronaldo né membri del suo entourage. L’imprenditore ha inoltre riconosciuto che l’affondo sull’ego del tecnico poteva risultare eccessivo, annunciando al contempo l’intenzione di predisporre un nuovo manifesto nei pressi dell’Estádio do Dragão, a Porto.
L’episodio si inserisce nel clima di tensione seguito ai fatti del 30 settembre, quando Ronaldo ha lasciato il ritiro della nazionale in Danimarca dopo la conferenza stampa in cui Jesus aveva ipotizzato l’avvio dalla panchina del capitano, indicando Gonçalo Ramos come titolare. Nonostante l’addio del numero 7 alla vigilia dell’incontro, il Portogallo ha superato la Danimarca 4-2 il 1º ottobre, consolidando il primato nel girone di Nations League. Un successo che, come dimostrano le affissioni rimosse tra Lisbona e Oeiras, non ha tuttavia placato il dibattito pubblico sul futuro di Ronaldo e sulla conduzione tecnica della squadra.

