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A Sepang il Gran Premio del Bahrain bloccato da nubifragio e guasti alle Ferrari
Stop alle vetture motorizzate Ferrari: il GP del Bahrain si corre a Sepang tra ritardi, bandiera rossa e incertezza sportiva
A Sepang, la prima sfida non è stata raggiungere la curva iniziale davanti agli avversari, ma riuscire a prendere il via. Domenica 4 ottobre 2026 il Gran Premio del Bahrain, trasferito in Malesia nel contesto del conflitto in Medio Oriente, ha incontrato due ostacoli consecutivi: un nubifragio e problemi alle vetture motorizzate Ferrari durante la procedura dietro safety car. (
Prima la pioggia, poi lo stop alle vetture
La sequenza degli imprevisti distingue due momenti diversi. Il primo è meteorologico: il nubifragio costringe a posticipare l’uscita delle monoposto. Il secondo arriva quando il gruppo può finalmente muoversi dietro la safety car, con circa 40 minuti di ritardo. Secondo la ricostruzione di Adnkronos, durante i giri destinati alla valutazione della pista la Ferrari di Lewis Hamilton si spegne; un reset eseguito dal team permette al britannico di ripartire. In seguito si fermano anche le Haas, anch’esse motorizzate Ferrari, e viene esposta la bandiera rossa.
L’agenzia riferisce di un problema elettrico legato alla comunicazione con il software. È però una prima indicazione, non una diagnosi tecnica definitiva: non basta la presenza dello stesso motorista per stabilire quale componente abbia provocato gli arresti o dimostrare una causa comune. Il dato da tenere distinto dall’interpretazione è la sospensione della procedura dopo le difficoltà delle vetture. Il racconto disponibile fotografa questa fase iniziale, senza fornire ancora l’esito sportivo del Gran Premio.
Perché il Bahrain corre in Malesia
La denominazione della gara può disorientare: il GP del Bahrain si disputa sul circuito malese di Sepang, non a Sakhir. Il calendario della FIA riporta esplicitamente l’appuntamento del 4 ottobre 2026 con questa sede e precisa che la corsa si tiene al Sepang International Circuit. Non si tratta dunque di confondere due Gran Premi, ma di un evento che conserva il nome del Bahrain pur cambiando Paese ospitante.
La vicenda va letta nella sua successione temporale. Il 14 marzo 2026, Formula 1 aveva annunciato che le gare di Bahrain e Arabia Saudita non si sarebbero svolte in aprile a causa della situazione in Medio Oriente. Il comunicato, concordato con FIA e promotori, specificava che non sarebbero state organizzate sostituzioni in quel mese. La decisione riguardava anche gli appuntamenti delle categorie di supporto: Formula 2, Formula 3 e F1 Academy.
Quel provvedimento di marzo e la gara autunnale in Malesia sono quindi due passaggi differenti, non annunci in contraddizione. Nelle informazioni ufficiali diffuse alla vigilia, Formula 1 presenta Sepang come sede del sedicesimo appuntamento stagionale, con prove libere il 2 ottobre, qualifiche il 3 e gara il 4. L’orario previsto per la partenza era le 15 locali, corrispondenti alle 9 italiane. È questo il riferimento rispetto al quale va misurata l’attesa imposta dalla pioggia.
Il ritorno su una pista impegnativa
Sepang torna a ospitare la Formula 1 dopo nove anni di assenza. La scheda ufficiale del campionato ricorda che il primo Gran Premio sul tracciato risale al 1999 e indica una lunghezza di 5,543 chilometri. Il record sul giro in gara riportato nella guida è l’1’34”080 ottenuto da Sebastian Vettel con la Ferrari nel 2017. Sono riferimenti che restituiscono il peso sportivo del circuito, ma non descrivono automaticamente le condizioni incontrate dalle monoposto nel ritorno del 2026.
La variabile meteorologica era già presente nelle previsioni del weekend. Formula 1 indicava per domenica una probabilità di pioggia del 30%, temperature massime attorno ai 31 gradi e un clima caldo e umido. Un dato probabilistico non anticipa però né l’intensità né l’ora di un acquazzone: non sarebbe corretto leggerlo, a posteriori, come la previsione precisa del nubifragio che ha bloccato la partenza. La previsione e le condizioni effettive della pista restano informazioni di natura diversa.
Ferrari, dal buon venerdì alla prima fila
L’interruzione arriva al termine di un avvicinamento alla gara che aveva offerto segnali incoraggianti alla Ferrari. Nella seconda sessione di prove libere, venerdì 2 ottobre, Charles Leclerc aveva ottenuto il miglior tempo in 1’37”528, davanti a Isack Hadjar e Lando Norris. Hamilton aveva chiuso quinto, a 305 millesimi dal compagno di squadra. Il resoconto FIA documenta quindi una Ferrari competitiva sul giro, pur senza trasformare il risultato delle libere in una garanzia per la domenica.
Sabato Hamilton aveva poi conquistato il secondo posto in qualifica, alle spalle di Max Verstappen, con Hadjar terzo. Nella conferenza stampa ufficiale, il britannico aveva spiegato che il team aveva modificato più volte la vettura durante le prove e trovato un equilibrio migliore con l’ultimo intervento prima della qualifica. Aveva inoltre sottolineato le difficoltà poste dal caldo e dal surriscaldamento degli pneumatici, distinguendo la soddisfazione per il risultato sul giro dalla gestione necessaria sulla distanza.
È questo il contrasto sportivo della domenica di Sepang: Hamilton si presenta con una prima fila conquistata attraverso il lavoro sull’assetto, ma l’avvio viene fermato da pioggia e inconvenienti tecnici. Il secondo posto del sabato resta un risultato verificato; la capacità di convertirlo in punti dipende invece da una gara che, nella fase qui ricostruita, non ha ancora potuto sviluppare il suo confronto agonistico.