TENNIS
Tutti aspettano il suo addio, lui risponde così: Djokovic batte Zverev (e fa un favore a Sinner)
All’età di 39 anni, Nole è riuscito a conquistare la semifinale dell’Atp 500 di Pechino grazie al successo contro il numero 1 del seeding del torneo cinese
Novak Djokovic è eterno, sportivamente parlando. Proprio in un periodo in cui si attende solo l’annuncio dell’addio al tennis, il campionissimo stupisce tutti e batte il più forte rivale attualmente su piazza, ovvero il numero due del mondo Alex Zverev che ha profittato dell’assenza di Sinner e del ritorno a intermittenza di Alcaraz per prendersi la scena mondiale della racchetta. E così all’età di 39 anni, Nole è riuscito a conquistare la semifinale dell’Atp 500 di Pechino grazie al successo contro il numero 1 del seeding del torneo cinese per 4-6, 6-4, 6-4 in 2 ore e 34 minuti di gioco. «Sono ancora qui, che sudo e faccio faticare i più giovani...», la sua soddisfazione post match.
L’exploit di oggi è, indirettamente, anche un favore a Jannik Sinner. L’azzurro, fermo da 3 mesi per problemi al ginocchio, non rischia l’imminente sorpasso in classifica da parte di Zverev: per sperare di mettere la freccia, il tedesco avrebbe dovuto iniziare la trasferta cinese - che proseguirà a Shanghai - con il trionfo a Pechino.
Una partita, quella di Djokovic davvero pazzesca, forse tra le più belle dell’anno, che permette al serbo di restare imbattuto a Pechino, con 32 vittorie su altrettante partite. Per un posto in finale, il 39enne - alla sua 202esima semifinale in carriera, la terza del 2026 - affronterà Daniil Medvedev. Zverev, invece, con questa sconfitta riprenderà la sua corsa al numero 1 del ranking Atp al Masters 1000 di Shanghai.
L’incontro ha vissuto un primo set molto equilibrato, nonostante l’inizio non semplice per Djokovic. Il serbo ha infatti perso la battuta nel primo game ed è stato costretto a inseguire per tutto il parziale. Zverev ha mostrato sempre grande solidità, ma proprio quando è andato a servire per chiudere il set sul 5-4 ha dovuto cancellare per la prima volta del match due palle del controbreak e, subito dopo, ha chiuso per 6-4 in 59 minuti. Andamento diverso per quel che riguarda il secondo set, che si è deciso nel finale, quando nel nono game Djokovic ha annullato una palla break che avrebbe permesso al numero 2 al mondo di andare a servire per il match. Salito 5-4, è stato il serbo ad andare a segno per il 6-4 che ha allungato la sfida. E la situazione non è cambiata anche nel set decisivo, in cui il campione serbo nel decimo gioco ha completato la rimonta al secondo match point a disposizione.
A giustificare fino in fondo il suo successo non sono state né la tenuta atletica né quella fisica che così a lungo lo avevano tormentato e che contro il cinese Bu lui stesso aveva dichiarato di esser riuscito per la prima volta a domare in corso d’opera. Quanto più invece la freddezza e la pazienza, la precisione e la lucidità. Appena 16 i suoi gratuiti contro i 39 concessi da Zverev, a segno ben 19 volta alla battuta eppure leggermente in calo nelle percentuali cui aveva abituato gli addetti ai lavori in questi suoi ultimi folli quattro mesi. Nel secondo set, quello che ha consentito a Djokovic di andarsi a giocare il tutto per tutto al terzo, Zverev ha giocato una sola seconda, scagliata tra lo stupore del pubblico cinese. «Sono sincero, all’inizio ero freddo e ho tirato due doppi falli, non mi ero scaldato bene ma è stata colpa mia - ha dichiarato Nole a fine match - Gli ho concesso un break ed è stata dura rientrare, ho avuto due palle break ma non sono riuscito a sfruttarle, ma già dalla metà del primo set sentivo che stavo prendendo un buon ritmo. Sono questi i momenti per cui continuo a giocare, la motivazione non manca ed è enorme quando devi affrontare i migliori del circuito di fronte a 15.000 spettatori. Ma sono questi i momenti che ogni giocatore di tennis sogna di poter vivere. Quest’anno è stata dura per diverse ragioni, ma sono ancora qui che sudo e faccio faticare i più giovani per guadagnarsi quel che meritano e sono davvero felice di essermi qualificato».