NAZIONALE
Italia-Turchia, Mancini: «Ci saranno delle novità in campo rispetto a Parigi». Barella: «É un'Italia in rodaggio, ma stiamo crescendo»
Moise Kean non ha recuperato dal problema dalla tibia e stasera lascerà il ritiro. Il ct azzurro ha spostato l’attenzione sugli avversari e sul lavoro svolto da Montella: «Dobbiamo approcciare questa gara nel modo migliore. Non è scontata la nostra vittoria»
Bologna si prepara ad accogliere l’Italia. Al Dall’Ara va in scena la sfida contro la Turchia, ultimo appuntamento di questa prima fase di Nations League. È una partita importante per gli azzurri, chiamati a confermare i segnali di crescita mostrati nelle ultime uscite. Di fronte ci sarà una nazionale di qualità, guidata da Vincenzo Montella e reduce da un periodo non semplice, ma comunque capace di rappresentare un banco di prova significativo.
Alla vigilia del match, Roberto Mancini ha presentato la partita, sottolineando innanzitutto la solidità mostrata dall’Italia nella gara disputata a Bursa. «In Turchia siamo stati molto solidi, ora dipende tutto da noi ma non sarà scontato», ha spiegato il commissario tecnico. Una consapevolezza accompagnata dalla necessità di gestire anche le poche ore a disposizione per preparare la sfida di Bologna. «Abbiamo avuto pochi giorni per preparare la partita: cambieremo qualcosa in più, abbiamo diverse soluzioni», ha aggiunto Mancini, lasciando intendere che potrebbero esserci alcune novità nell’undici iniziale. Il tecnico azzurro ha poi spostato l’attenzione sugli avversari e sul lavoro svolto da Montella. «Ha fatto un grande lavoro», ha riconosciuto Mancini, evidenziando però le difficoltà attuali della formazione turca. «Oggi gli mancano parecchi titolari e ci sta vivere una fase complicata». Un momento delicato che, secondo il commissario tecnico, non deve però trarre in inganno. La Turchia, infatti, «resta una grande nazionale, con molta qualità». Un avversario dunque da affrontare con la massima attenzione, nonostante le assenze e gli ultimi risultati. Sfida che non vedrà Moise Kean. L'attaccante del Como, infatti, non ha recuperato dal problema dalla tibia e questo sera lascerà il ritiro azzurro. Una tegola per il Mancio, che con molta probabilità domani schiererà dall'inizio Scamacca.
Accanto a Mancini ha parlato anche Nicolò Barella, uno degli uomini di maggiore esperienza del gruppo azzurro e candidato a partire dal primo minuto contro la Turchia. Il centrocampista ha fatto il punto su un raduno particolarmente intenso, segnato dal calendario e dalle tante partite affrontate dai giocatori nei rispettivi club. «È stato un raduno lungo, faticoso per via delle tante partite», ha raccontato il giocatore azzurro. L’Italia, secondo il centrocampista, sta attraversando una fase di costruzione e di rinnovamento, ma la direzione intrapresa è quella giusta. «L’Italia che sta nascendo è un’Italia in rodaggio ma che va verso la strada della personalità e della voglia di ritrovarsi», ha spiegato. Un percorso nel quale anche Mancini continua ad avere un ruolo centrale. Barella ha ricordato il rapporto con il commissario tecnico, facendo un paragone con il periodo che aveva portato alla conquista dell’Europeo nel 2021. «È sempre lo stesso mister, gli piace lavorare coi giocatori, portare entusiasmo e provare a liberare la testa dalle difficoltà degli ultimi anni», ha detto.
Il riferimento alle difficoltà riguarda inevitabilmente anche la mancata qualificazione al Mondiale. Una ferita ancora presente nel gruppo azzurro, che ora vuole trasformare la delusione in motivazione per ricostruire. «Ci sentiamo responsabili per il mondiale saltato e vogliamo trovare la forza per ripartire», ha ammesso Barella, indicando nella voglia di riscatto uno degli elementi alla base del nuovo percorso dell’Italia. Il centrocampista dell’Inter ha poi parlato delle sue recenti panchine, senza nascondere la propria disponibilità alle decisioni del tecnico. «Questo è uno sport di squadra, l’Italia non è Barella e io sono a disposizione per le scelte del mister», ha sottolineato. Parole che raccontano lo spirito con cui il gruppo si appresta ad affrontare la sfida del Dall’Ara: al centro non ci sono le individualità, ma la necessità di ritrovare compattezza e identità.
Tra i giocatori assenti nella Turchia c’è Hakan Calhanoglu, protagonista di tante sfide ad alto livello. Barella ne conosce bene le qualità e non ha dubbi che la sua assenza peserà ma al contempo ha sottolineato come la nazionale turca abbia tanti elementi di qualità: «È un campione e un leader di questa nazionale. La sua assenza non è facile da rimpiazzare, ma la Turchia è una nazionale piena di talento, ferita dagli ultimi risultati». Proprio per questo la sfida di Bologna potrebbe nascondere ulteriori insidie:una squadra ferita è spesso una squadra ancora più determinata a reagire.
Per l’Italia sarà un test importante. Il Dall’Ara farà da cornice all’ultimo appuntamento di questa prima fase di Nations League, in una serata nella quale gli azzurri cercheranno risposte sul campo e ulteriori conferme sul percorso intrapreso. Mancini prepara qualche cambiamento, consapevole di avere a disposizione diverse soluzioni. Barella e il gruppo, invece, puntano su personalità, entusiasmo e voglia di ritrovarsi. La Turchia rappresenta un ostacolo di qualità, ma anche l’occasione per continuare a costruire una nuova Italia.