NAZIONALE
Italia-Turchia: l'ultimo esame dopo il trionfo a Bursa
Mancini chiede conferme a una Nazionale rivoluzionata: turnover, giovani e personalità in campo stasera
Chiudere in bellezza. Stasera contro la Turchia serve la conferma che l’Italia sia quella che ha stravinto nel coccodrillo di Bursa e conquistato il pareggio della maturità in Francia. Non ci si deve fermare a Parigi. L’errore da evitare è pensare che quello contro la nazionale turca possa essere un incontro semplice: sarebbe uno sbaglio madornale. L’Italia di Mancini è una Nazionale che sta diventando rivoluzionaria, giovani, mostri sacri quali Di Lorenzo e Barella messi in discussione, l’attacco che è un ballo dei debuttanti tra Sebastiano Esposito, Zoma e Vergara. Una squadra che in appena una settimana è passata dalla notte da incubo contro il Belgio a quella da sogno contro la Francia del “nemico" Zidane.
Le quattro partite incastonate in undici giorni obbligano a cambiare. «Sì, vedrete una squadra con più di un interprete diverso, ha detto il Mancio. Scamacca per Pio Esposito? Possibile. Kean che non sta bene è torna a casa». In teoria Italia-Tuchia è la miglior partita per un turnover massiccio, perché Montella arriva a questo appuntamento nel momento peggiore per lui e la sua nazionale: in crisi di risultati, cinque sconfitte nelle ultime sei, con la squadra e lui contestati, lo scandalo arbitrale che farà dimettere domani il presidente federale, e i tre big assenti, Calhanoglu e Yildiz infortunati, Guller squalificato. Stasera è un esame di gioco, per capire se i presumibili nuovi, Mancini, Ruggeri, forse Romano e Doumbia, Vergara, possono rendere meno preoccupante l’assenza dei grandi.
Esame di gioco ma anche di personalità. Il Mancio è entrato nella testa dei suoi, ora chiede una nuova risposta: una squadra vera non si rilassa, ma affronta la Turchia, alla deriva su una zattera, come affronta la Francia di Saint Denis. Una partita sul campo e tante attorno, quella di Malagò allo stadio che aspetta la Giunta Coni di domani sul caso tesseramento, quella di chi stasera resterà ancora in tribuna ma dovrà sentirsi nel gruppo, e l’ultima, infine, importantissima, ancora a Parigi: Francia-Belgio è uno snodo chiave di classifica. Tutto è opinabile, ma un successo di Zidane chiarirebbe che l’eventuale secondo posto, battendo la Turchia, ce lo giocheremo in Belgio a Novembre.