NATIONS LEAGUE
Italia-Turchia, Bologna aspetta gli Azzurri: Mancini cambia ancora, Montella cerca la reazione
Nations League, al Dall’Ara la sfida che può lanciare l’Italia verso la vetta del girone. Mancini cambia nove uomini dopo Parigi: spazio alle seconde linee. La Turchia, ko 4-1 all’andata, cerca la reazione
Una notte per crescere, vincere e soprattutto capire quanto sia profonda questa Italia. Il Dall’Ara è pronto a riabbracciare gli Azzurri e la sfida con la Turchia arriva nel momento ideale per Roberto Mancini: dopo il 4-1 di Bursa e il prezioso pareggio di Parigi contro la Francia, l’Italia ha ritrovato fiducia, gioco e soprattutto la sensazione di avere più soluzioni a disposizione. Questa volta, però, il commissario tecnico cambia pelle alla squadra. Il calendario impone prudenza e le energie vanno gestite: rispetto alla gara contro la Francia potrebbero essere addirittura sei le novità nell’undici iniziale. Non un’Italia “2”, ma una squadra che vuole verificare sul campo quanto valgano i giocatori chiamati a raccogliere il testimone dei titolari.
Tra i pali c’è ancora Donnarumma, certezza e capitano. In difesa Bastoni dovrebbe essere il punto fermo, affiancato da una linea profondamente rinnovata. Di Lorenzo è candidato alla fascia destra, mentre Ruggeri può trovare spazio a sinistra. Al centro si giocano una maglia diversi uomini, con Mancini tra le opzioni più accreditate.
La novità più interessante può arrivare in mezzo al campo. Barella è pronto a tornare dal primo minuto dopo il riposo di Parigi. Accanto a lui Mancini valuta soluzioni nuove, con Romano e Doumbia tra i giocatori che attendono la grande occasione. Tonali e Fagioli restano alternative di peso. È proprio qui che passa una parte importante della serata: l’Italia vuole capire se la qualità del gruppo è sufficiente per affrontare un autunno fitto di appuntamenti senza dipendere sempre dagli stessi uomini.
E poi c’è l’attacco. L’assenza di Kean, rientrato a casa per un problema fisico, modifica i piani del c.t. Scamacca è il candidato principale per guidare il reparto, con Vergara e Maldini sulle corsie. Una soluzione giovane, tecnica, tutta da verificare sul palcoscenico internazionale. Per alcuni sarà una semplice rotazione. Per altri, invece, può essere una porta spalancata verso il futuro.
Se l’Italia può permettersi di guardare avanti con fiducia, la Turchia arriva a Bologna con tutt’altro umore. Lo 1-4 incassato a Bursa ha lasciato ferite profonde e Vincenzo Montella deve trovare rapidamente una risposta. La classifica non concede molto spazio agli errori: gli ospiti sono ancora a zero punti e una nuova sconfitta renderebbe l'ambiente turco estremamente complicato. A complicare il lavoro dell’ex c.t. azzurro ci sono le assenze. Arda Güler e Burak Yılmaz sono squalificati, mentre Hakan Çalhanoğlu e Kenan Yıldız non sono disponibili. Mancano qualità, esperienza e peso offensivo, proprio gli ingredienti che servirebbero per ribaltare una partita che sulla carta vede ancora l’Italia favorita. Montella dovrebbe affidarsi al 4-3-3, cercando maggiore compattezza e soprattutto una reazione mentale. Il compito sarà evitare che la squadra si spacchi come accaduto nella prima parte della gara di Bursa. La Turchia dovrà correre, aggredire e provare a sporcare la costruzione azzurra, ma senza concedere gli spazi che hanno trasformato la prima sfida in una goleada.
Il Dall’Ara, intanto, promette un’altra serata di festa. Per l’Italia è una partita da non sbagliare, anche se il turnover potrebbe modificare gli equilibri. Mancini vuole vincere e contemporaneamente ampliare il gruppo: due obiettivi che devono convivere. Il successo permetterebbe agli Azzurri di consolidare la propria posizione e affrontare il prossimo appuntamento con maggiore serenità. Ma la posta in palio va oltre i tre punti. Questa è una serata da osservare con attenzione soprattutto per chi parte dalla seconda fila. Perché una Nazionale competitiva non è soltanto quella dei suoi undici migliori. È quella che può cambiare nove uomini e continuare a giocare per vincere. La Turchia arriva a Bologna ferita. L’Italia, invece, arriva con una domanda: quanto è davvero grande questa squadra? Il Dall’Ara è pronto a dare la risposta.