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tennis

Follia a Pechino: Medvedev scaglia la pallina sul pubblico ed è squalificato

Eccesso d'ira del moscovita contro Djokovic: colpito uno spettatore al volto e cartellino rosso immediato del giudice di sedia

05 Ottobre 2026, 18:33

18:40

Follia a Pechino: Medvedev scaglia la pallina sul pubblico ed è squalificato

La semifinale dell’ATP 500 di Pechino tra Daniil Medvedev e Novak Djokovic si è conclusa nel modo più imprevedibile, trasformando un confronto di altissimo livello in un caso disciplinare destinato a far discutere. Il moscovita, numero 5 del ranking mondiale, è stato infatti squalificato per aver colpito al volto uno spettatore sugli spalti, dopo aver perso il controllo in un momento di forte tensione.

L’episodio decisivo è avvenuto nel secondo set. Dopo aver ceduto la prima frazione 7-5 in favore di Djokovic, Medvedev inseguiva sul 5-3 (15-15). In preda all’ennesimo scatto d’ira, il russo ha scagliato con forza una pallina verso la tribuna alle sue spalle: la traiettoria ha centrato in pieno viso uno spettatore, costretto poco dopo a lasciare il posto tenendosi l’occhio sinistro dolorante. Di fronte alla gravità dell’accaduto, il giudice di sedia ha estratto il cartellino rosso, decretando la squalifica immediata del giocatore. La decisione ha spalancato a Novak Djokovic, numero 11 del ranking, l’accesso alla sua prima finale ufficiale dalla disputa degli Australian Open dello scorso gennaio. Il campione serbo non ha nascosto lo sconcerto per l’evoluzione della partita: “È stato un po’ uno shock, sono sincero” — ha dichiarato a caldo il tennista di Belgrado — “Mi spiace per la persona che è stata colpita, non ho davvero visto quel che è accaduto e spero non si sia fatta male”. Djokovic ha espresso dispiacere anche per l’avversario, rievocando un proprio precedente amaro: “Mi dispiace anche per Daniil perché so esattamente come ci si sente ad essere squalificati in un gran match: toccò anche a me agli US Open del 2020 in circostanze simili”. E ha aggiunto: “Sono sicuro che Daniil non lo abbia fatto di proposito, ma è andata così. C’è qualcosa comunque qui a Pechino che mi spinge ad andare avanti”.