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l'ex ct

L'identikit della svolta per Conte: perché le sue parole «sanno anche di Juve»

La ricerca di una società con grande storia da riorganizzare fa discutere gli addetti ai lavori tra la memoria del primo scudetto imbattuto e le ipotesi per il futuro

05 Ottobre 2026, 19:49

19:50

L'identikit della svolta per Conte: perché le sue parole «sanno anche di Juve»

Più che una generica apertura al ritorno in panchina, un autentico manifesto d’intenti. Nell’intervista concessa a The Athletic, Antonio Conte ha delineato con precisione il profilo della sua prossima destinazione: un club di illustre tradizione, chiamato a ritrovare l’apice della competitività e disposto a sposare una visione ambiziosa e incisiva.

Parole che hanno subito riacceso il dibattito tra gli addetti ai lavori, con molti osservatori pronti a intravedere in quel ritratto una suggestiva corrispondenza con le esigenze della Juventus. Il ragionamento del tecnico leccese ruota attorno a paletti strutturali che ritiene derogabili solo in presenza di garanzie solide. Per dire sì a un nuovo incarico, anche a stagione in corso, Conte pretende un patto di acciaio con la dirigenza: ruoli definiti con nettezza e responsabilità chiaramente condivise. Il riferimento a Mikel Arteta all’Arsenal e a Luis Enrique al Paris Saint-Germain indica la necessità di una governance pronta a proteggere e sostenere le scelte dell’allenatore nei momenti decisivi.

C’è chi ha sottolineato come le sue affermazioni «sappiano anche di Juve», richiamando l’approccio che nel 2011 inaugurò la ricostruzione bianconera: tre scudetti consecutivi dal 2012 al 2014, fino al campionato da 102 punti nel 2013-14. La sua capacità di rilanciare grandi club è comunque testimoniata anche dalle tappe successive: lo scudetto con l’Inter nel 2021, che interruppe dopo undici anni il dominio juventino, e i successi in Inghilterra con il Chelsea (Premier League 2017 e FA Cup 2018), oltre alla qualificazione in Champions League con il Tottenham nel 2022.

La ricerca di una nuova sfida arriva dopo la conclusione dell’esperienza al Napoli, formalizzata con la risoluzione consensuale del 4 giugno 2026. Un biennio che ha arricchito il palmarès azzurro con il quarto scudetto della storia (23 maggio 2025) e con la Supercoppa italiana (22 dicembre 2025), chiudendosi con un secondo posto in Serie A alle spalle dell’Inter. Proprio la lettura di quel piazzamento chiarisce la mentalità con cui Conte guarda al futuro.

Ricordando le finali perse da calciatore e ct (Mondiali 1994, Europei 2000 e Champions League con la Juventus), il tecnico ha ribadito che nella storia resta traccia solo di chi vince, pur riconoscendo i meriti del titolo nerazzurro. Una filosofia rigorosa che oggi accompagna la sua attesa: studiare nuove soluzioni tattiche, osservare l’evoluzione del gioco e aspettare la chiamata di un club deciso, prima di ogni altra cosa, a tornare a vincere.