Enna, la resa dei conti. I giocatori e il tecnico: «Non si può continuare: ora basta, ci fermiamo»
La bomba Enna Calcio è deflagrata. L’avvio di stagione in Serie D per gli ennesi è stato un incubo che ieri ha portato l’allenatore Alfredo Cimino e i calciatori a dire basta. «Sospendiamo ogni attività, sono venute a mancare le condizioni minime per portare avanti con dignità e serenità il nostro lavoro».
Quello a cui si sta assistendo da agosto a Enna è il teatro dell’assurdo. Una società passata da Luigi Stompo a Giancarlo Travagin con in mezzo imprenditori locali che hanno alzato bandiera bianca dopo tre settimane. Uno stadio che non c’è perché i lavori tardano ad essere ultimati, sponsor che, a detta di Travagin, «vengono dissuasi a investire sulla società» e, sempre parole del presidente, «il Comune che mi ostacola».
In tutto ciò c’è un gruppo di ragazzi mandati allo sbaraglio in Serie D e senza una casa dove allenarsi. In fondo al tunnel un piccolo lumicino perché ieri un imprenditore edile di Milano tramite intermediario ha mostrato interesse.
Fa però clamore la posizione di tecnico e calciatori: «Non vogliamo entrare nel merito di questioni tra vecchia e nuova gestione e istituzioni, perché riguardano dinamiche fuori dal campo. Il nostro compito è solo allenarci e giocare. In questi 40 giorni abbiamo lottato contro tante avversità e, nonostante tutto, siamo sempre scesi in campo dando il massimo. Purtroppo ora, a malincuore, siamo costretti a fermarci».
Intanto Travagin non le manda a dire: «Già da settimane dico che non ci sono le condizioni. C’è un disegno chiaro, suppongo un sabotaggio nei miei confronti, diversi indizi mi portano alle prove». Il riferimento è il sindaco «che - tuona Travagin - prima mi ha fatto delle promesse e poi ha chiuso la porta». Accuse che nei giorni scorsi hanno indotto Mirello Crisafulli a minacciare querele.
Nel pomeriggio di ieri Travagin, poi, ha reso noto che una soluzione al problema potrebbe esserci. «Mi ha chiamato un intermediario per conto di un imprenditore edile siciliano che sta a Milano e potrebbe essere interessato. Cè un discorso aperto con il sindaco, se non ce la fa allora guarderò altrove. Come ho già detto per non creare problemi all’Enna e alla città, essendo persona perbene, ribadisco la disponibilità a cedere la società».
Ieri ad Enna c’era anche la “Plm” di Pietro Lo Monaco e Domenico Panico per incontrare l’amministrazione comunale: «Siamo stati chiari. Per poter valutare qualsiasi ipotesi devono esserci condizioni economiche sostenibili e una compagine societaria solida, anche alla luce della richiesta dell’amministrazione di valutare un eventuale cambio ai vertici della società. Bisogna trovare qualcuno che abbia realmente interesse a garantire un futuro alla società.
Potremmo essere noi, potrebbero essere altri, questo viene dopo. La priorità è il bene dell’Enna» e, conclude Panico, nonostante ci siano partite economiche aperte tra le parti, «ho dato la mia disponibilità e il mio contributo, anche gratuitamente quando è stato necessario, perché credo in questa realtà. E oggi lo ribadisco con chiarezza, io e PLM Management siamo a completa disposizione dell’Enna».