NATIONS LEAGUE
Mancini: «Vittoria che ci rilancia. In questo secondo inizio l'unica cosa che mi è mancata è Vialli»
Tra i più positivi della serata il giovane Romano: «Le critiche dopo il debutto fanno parte dello sport. Ho continuato a lavorare e sono contento per la prestazione di oggi»
Felice e soddisfatto. Non potrebbe essere diversamente per Roberto Mancini che ha visto dai suoi ragazzi quella prestazione che voleva. Carattere, compattezza e determinazione. Ma sopratutto una Nazionale che in undici giorni ha effettuato una metamorfosi importanti e che in questo mini ciclo della Nations League ha visto l’esordio in azzurro di ben sette giocatori, che sono in totale 64 nelle due gestioni dell’allenatore di Jesi. «Nonostante avessimo cambiato diversi giocatori, ha sottolineato il Ct azzurro - c’era comunque stanchezza. Abbiamo sofferto all’inizio, ma siamo stati bravi a riprendere la partita. Nonostante fosse la quarta gara, abbiamo reagito bene. Con i cambi era inevitabile perdere un po’ di fluidità nel gioco. Le sostituzioni sono nate anche perché due giocatori erano già ammoniti e l’arbitro mi sembrava intenzionato a mostrare loro un secondo cartellino giallo. Romano può giocare anche da mezzala. Deve giocare per poter migliorare. Noi dobbiamo continuare su questa strada, poi vedremo a novembre cosa accadrà. Probabilmente ce la giocheremo in Belgio». Il Mancio ha anche sottolineato l’importanza di alcuni elementi. « Calafiori, è un ragazzo che ha delle enormi potenzialità e ormai è un leader di questa Nazionale». Un Mancini che sorprende tutti sottolineando che la cosa che più gli è mancata in questa sua seconda avventura è Gianluca Vialli, compagno di squadra e amico di una vita con cui ha condiviso la gioia della vittoria dell’Europeo.
Sorridente anche l’autore della rete che ha sbloccato la partita e reso meno complicata la missione degli azzurri. «Sono felicissimo per il risultato, ha detto il centravanti dell’Atalanta. Sapevamo che non sarebbe stato facile, perché la Turchia è una squadra aggressiva. Penso sempre a dare il massimo e ad aiutare la Nazionale».
Capelli scelti e tanti abbracci al termine del match per Calafiori. «C’è qualcosa di scritto per me in questo stadio e in questa città. Qui avevo esordito contro la Turchia e qui ho segnato il mio primo gol. Dopo il pareggio abbiamo reagito nella maniera giusta. È stata una partita diversa rispetto all’andata: ci hanno sorpreso, ma alla fine abbiamo vinto meritatamente. Tutti questi gol dei difensori sono il risultato del gioco propositivo che mi piace. Non voglio dire che abbiamo risolto tutto, ma siamo a buon punto. L’anno scorso sono stato sfortunato in termini realizzativi. Quest’anno è iniziato bene, ma l’obiettivo è stare bene fisicamente per poter aiutare la squadra. L’immagine della maglia data al bambino in Turchia? Anch’io facevo il matto per avere la maglia di Osvaldo e Lamela. Queste sono le anime pure del mondo e bisogna coltivarle».
Chi aveva voglia di rivinciata era senza dubbio Alessandro Romano. Il suo esordio con il Belgio a Roma non è stato come si immaginava. Contro la Turchia ha dimostrato il perché Mancini lo abbia voluto, coccolato e rivoluto in campo per una sfida delicata per le sorti della classifica. «Ho pensato soprattutto a giocare bene, ha detto il centrocampista del Cagliari. Penso e spero di esserci riuscito. In mezzo al campo posso giocare sia da play sia da mezzala e voglio dare il massimo per l’Italia.
Le critiche dopo il debutto fanno parte dello sport. Ho continuato a lavorare e sono contento per la prestazione di oggi.
Sono felice perché la squadra e lo staff tecnico mi hanno aiutato molto anche fuori dal campo. Sono giovane e ho ancora margini di crescita».
Prestazione positiva anche per Maldini, schierato da esterno offensivo sinistro, che dopo un inizio di gara balbettante è uscito all distanza. «È stato un inizio complicato, ma è normale all’inizio di un nuovo ciclo. Siamo stati bravi a fare gruppo e ci vogliamo bene. La squadra mi è sempre stata vicina. Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. Il gol sarebbe stato la ciliegina sulla torta, ma l’importante era vincere».